Hanno condiviso le mie parole

lunedì 3 giugno 2013

Ho paura di gridare... sì, è vero, te lo dico, ho paura di gridare il mio piacere, di sapere che possa essere così grande da perdermi, da sentirlo così forte da non poterne fare più a meno e di sapere che un uomo possa concedermelo. Ho paura è vero, semplicemente di perdermi in quel piacere, di guardarlo e non poterne fare a meno.... ho paura che possano sentirmi, giudicarmi... sapere del mio godere senza vergogna... O forse ho paura di ammettere che tu riesca a farmi sentire finalmente come so essere femmina....




I capelli ribelli, il corpo morbido come era morbida la sua voce, il suo camminare flessuoso, senza fretta, come se fosse una pantera che studia la sua preda. Io immobile a guardarla in quei pochi passi che mi separavano dall’ascensore. Gli occhi guardano e che sembrano assenti, scrutano e non vedono, le narici captano profumi, il cervello analizza emozioni.
Tutto in una frazione di secondo, nello spazio del battere delle ciglia, racchiudendo tutto in un microcosmo.



La nostra vita sfiorata nei racconti, a volte appena accennata, come se il nasconderla o il solo evitarla non avesse fatto parte dell’eros che volevamo, di quell’eros che avevamo chiesto e promesso.



Ma ci sono uomini e uomini. E ci sono donne e donne.
Non parlo della disponibilità. Non ne voglio parlare. Parlo dell’erotismo e della sensualità che trasudano, che riescono ad emanare. Possono essere perverse, sottili, intriganti. Ognuna ha il suo ritmo, un po’ come cavalli di razza. Ti devi adeguare al ritmo, devi per forza seguirlo quel ritmo se non vuoi andare fuori tempo. Il ritmo, sentirlo dentro le tue vene, scorrere lento, scorrere veloce, quasi a prosciugarle quelle stesse vene.



Ti capita mai di provare quelle emozioni forti e violente che arrivano ad ondate come il mare mosso che si infrange sugli scogli in modo talvolta inaspettato, fino a bagnarti i vestiti e i pensieri, fino a farti risalire in moto coi capelli gocciolanti acqua e sale, con la pelle che si copre di brividi? A me capita, sempre più raramente ma ancora succede. Le tue parole mi scivolano addosso attaccate come miele, gocciolando giù dai capelli, a bagnare la schiena fino ai glutei, come una carezza lieve e tenace.




Schermaglie amorose che si consumano all’interno della bocca, umori che saltano da una bocca all’altra, sapori che si mescolano ed infiammano il sangue. Senza fretta, senza dover correre, senza essere bruciati dal desiderio ma sentirselo crescere piano dentro di noi, accorgersi di esso dai fremiti, dalle emozioni che diventano univoche.


sabato 1 giugno 2013

Non ci fu bisogno di parlare…avevano parlato tanto. Ora dovevano comunicare attraverso le emozioni, i lamenti, i sospiri, gli abbracci, gli sguardi.




Le passioni vengono per portare disordine, per sgominare la nostra vita arida, ordinata, programmata, strutturata. Le passioni le cerchiamo e le temiamo... le sognaniamo e le rifiutiamo, le condividiamo. Tutto... ma senza saremmo nè bruco nè farfalla. Semplicemente crisalidi che aspettano di poter essere.


Sai che io ti condurrò. Sulle strade delle tue fantasie… quelle che mi hai sussurrato paurosa di un giudizio che non ci sarà. Io non ti giudico lo sai. Ti faccio scoprire quello che sei. Quello che vorresti dentro di te ma non hai il coraggio di esternare. Ti ho solo preso per mano e accompagnato. Tutto quello che oggi avverrà è tutto quello che mi hai sussurrato.”


Voglio essere unica .. voglio essere quella di cui hai bisogno ... quella a cui puoi dire la verità sempre comunque .. quella dove tornare e raccontare che un altra quella sera ti ha reso felice, perchè sa che non ti posso bastare perchè sa che non sarò di certo io quella che potra riempire quel tuo bisogno di ricerca e tutto quello che desideri. Voglio essere tanto ancora. voglio essere la tua libertà, voglio essere il tuo porto nelle notti tempestose. Voglio essere quello che FORSE non hai mai avuto ...