Eccomi di nuovo qui, seduta davanti a questo schermo aspettando che tu appaia in quella lista di pochi nomi; eccomi qui si,con strane idee che frullano per la mia testa da ieri sera (aperta la ferita...rammenti?), a cercare di rimettere insieme pezzi che ho ammonticchiato in un angolo di quella soffitta che sono i ricordi, spolverando piano tassello per tassello, sperando di ritrovare quel nesso che dovrebbe chiarirmi alla mia coscienza (ma credo sia un lavoro inutile, non l'ho mai avuta!) tutto quel vagare che è stata la mia adolescenza e giovinezza poi. Dopo quei due fatti di cui ti ho "annoiato" prima,ho continuato ad essere una ragazzina serena, solo che non giocavo più a pallone per strada, ma ho cominciato a frequentare luoghi dove il mio cercare portava buoni frutti; passavamo le nostre domeniche in una discoteca di periferia, piena di ragazzi e ragazze più grandi di noi...bei pomeriggi all'insegna del proibito, sigarette, autostop, passaggi dati da ragazzi che nel buio dell'auto infilavano le mani ovunque pur di rubarti il calore di un cm di pelle; il piacere perverso di sapere che si eccitavano con niente, bastava sedere sulle loro ginocchia, strusciarsi muovendo il sedere e come per incanto l'espressione degli occhi cambiava , si faceva cupa, carica di un qualcosa che sapevi con certezza, sarebbe rimasto nei loro ventri; piacere perverso, quando venivi presa per mano e condotta fuori davanti a tutte le altre più "vecchie", non importava se solo per una sveltina appoggiata al cofano dell'auto, ma erano proprio quelli sguardi invidiosi a far crescere il piacere, erano quei capelli arruffati, la bocca rossa e gonfia, i vestiti spiegazzati quando rientravi a farti sentire cosi "troia" come nessuna di loro lo era mai stata... E allora non aveva più senso niente , bastava poter scappare un'ora da casa, slacciare quei due bottoni che mamma chiudeva, arrotolare un pò la gonna e si apriva quel mondo che avevi sempre sognato che ad un tratto era li a portata di mano; quante mani, quante bocche mi hanno cercata, assaggiata , goduta, a quanti pomeriggi passati a dare piacere senza preoccuparsi minimamente di essere in due o tre... Avevo quasi 18 anni quando ho conosciuto Enrico, altissimo, un giuggiolone tutto mamma e casa, sono stata quasi tre anni fidanzata con lui; facevamo l'amore in ogni luogo, pure a lui avevo dato a bere di essere vergine ed il tonto ci era cascato,mi aveva portata a conoscere i suoi e con la benedizione di mammà,scopavamo in camera di lui ogni volta che lo volevamo, prima di cena..(mamma arriviamo subito un attimo), dopo cena, (stiamo un pò in camera noi stasera), la porta della camera aperta con suo padre che passeggiava nel corridoio e io in ginocchio sul letto mentre lui mi penetrava da dietro. Ricordo che era gelosissimo Enrico ed io per non deluderlo, mi facevo strapazzare dal suo migliore amico ogni qualvolta ci trovavamo soli: stupende emozioni nel buio del cinema ,seduta in mezzo a loro due con le mani di Michele (l'amico) infilate sotto al cappotto sulle mie ginocchia, le dita che mi stringevano i capezzoli fino a farmi male, ma era proprio il non poter gridare che mi portava a bagnarmi come una cagna, a far sentire alle sue dita quando mi penetravano al buio quanto sarei stata pronta per lui...il proibito..il rischio.. Scendere da un'auto con gli slip impregnati del piacere dell'altro e risalire su la macchina di Alberto, sempre fermo sotto casa ad aspettare che le mie scorribande notturne finissero... Alberto, avevo 19 anni quando l'ho conosciuto, era da poco finita la storia con Enrico o forse ancora non lo era , non ricordo bene, 28 anni lui, fidanzato con una tipa di Mestre e perso, completamente perso per Elisa; passava ore ad accarezzarmi il corpo, passando la lingua piano, dietro a le linee immaginarie che le sue mani tracciavano, cercava solo il mio piacere e sapeva , oh se sapeva donarmelo; mentre mi prendeva continuava a ripetermi che ero stupenda, bellissima , e mi portava a livelli altissimi con la dolcezza di cui solo lui era capace. Ho chiuso la storia con Alberto solo sei mesi prima di sposarmi ,convinta di dover ripulire tutto per il mio futuro marito,anche se lui continuava a ripetermi che sbagliavo , che il nostro rapporto non avrebbe mai influito su tutto ciò...non ho più saputo niente di lui. Amava esibirmi, spesso mi portava per locali di Firenze o solo a passeggio per il centro, io altissima accanto a lui (era appena 165 cm ) adorava che mi vestissi in modo molto elegante ma indecente, scolli ampissimi quasi da lasciare i capezzoli scoperti, tacchi vertiginosi abbinati a gonne che ad ogni passo mi lasciavano seminuda e senza nessuna biancheria ; si divertiva a vedere gli uomini e anche le donne spudoratamente eccitati o scandalizzati dal mio corpo esibito. Fare l'amore era tutto ciò che lui voleva, non cercava mai niente da me, donava e basta; fu per questo che quando lo salutai l'ultima volta decisi che era giusto che fossi io sola a donargli piacere; lo feci sdraiare in auto, come lui faceva con me, gli strappai con i denti ogni bottone della camicia e sempre solo con la bocca (dato che con le mani lo immobilizzavo) gli slacciai i pantaloni e lo feci affondare nella mia gola ,succhiandolo ,leccandolo finche non lo sentii arreso, solo allora sempre tenendolo in bocca gli graffiai con forza il petto, i fianchi,il ventre finche non lo sentii venire, svuotarsi nella mia gola ansimando e gemendo per il piacere appena avuto.. Spesso ho avuto la tentazione di ricercarlo solo per sapere il perchè di tutto quel adorare Elisa... Adesso vado tu non arrivi,stasera ho amici a cena ma se tu ci sei anche tardi io ci sono...ti adoro...un bacio.
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