Hanno condiviso le mie parole

sabato 28 gennaio 2012

FILM


Buongiorno, chiedo scusa dell'invasione, della violazione del tuo privato. Non mi conosci, forse pensi di si, cercando nella tua memoria. Scorri la tua lista e cerchi, oppure sei sicuro di sapere chi sono. Non mi conosci, per quanto tu possa accomunarmi ad un nome o a una percezione. E io non ti conosco. Forse ci siamo visti, incontrati, parlati, ed altro, ma tu non mi conosci. Forse hai perfettamente in mente le mie forme e le mie espressioni, ma tu non mi conosci. Come io non conosco te. Succede a volte, che ci siano tante cose che sfuggono, a cui non si pensa, che si trascurano, che mai si sarebbero immaginate. Io sono una di quelle, infilata tra le altre, visibile solo se si rivela, se ha voglia di muoversi. Per una che non conosci faccio discorsi strani, per una che conosci faccio discorsi inutili. Forse si, e per uno che non conosco faccio discorsi azzardati e per uno che conosco faccio discorsi soliti. Forse si E forse invece faccio un gioco stupido da bambini....quello del cercare di attirare l'attenzione in ogni modo. Sono tutti forse. E non amo i forse. Se mi permetti, e che tu lo faccia o no, io sono qui, nella tua posta, fra le altre cose che ti arrivano, a volere accendere un bagliore di curiosità e interesse. Perchè, dirai tu...oppure...ennò, dirai anche. Non è corretto. Dipende che sensazioni hai ora. Le immagini scorrono, o sono state bloccate. Le mie, le tue. Quali?....nessuna, tutte. Non ha importanza. Un film può piacere, dare cose molto forti, far piangere o ridere, ma è sempre un film. Se lo vuoi rivedere lo rimetti. Altrimenti no. ne vedi uno nuovo. Oppure lo giri tu. Ci entri dentro. Lo impersoni. Io amo i film, le immagini forti, le emozioni, la scena. E amo, quando voglio e come voglio, alzarmi dalla poltroncina in platea , salire i gradini del palco, entrare nello schermo, muovermi tra le immagini che scorrono. L'ho fatto molte volte, subito i riflettori hanno notato la mia forte presenza in campo, mi hanno seguita nelle azioni, si sono spenti dopo il mio uscirne, perchè lì finiva il film, fino alla prossima entrata. Questa mail non lo è, non è un ingresso in una scena, non ci sono luci se non la mia, non ci sono voci intorno, ne sguardi. E' un pensiero dell'attrice, un suo momento di intimità. Quello che viene seguito con più o meno interesse dal pubblico, che ognuno vede a modo suo, non di effetto per tutti. E, nel film di cui qui si gira, eri in una scena ieri, un dialogo come altri, che ha dato una svolta al seguito. Per questo oggi non mi conosci e io non conosco te. Per questo oggi mi prendo lo spazio di un mio pensiero per scriverti. Hai modo di non leggere, di non aprire nemmeno la posta, o di arrivare qui e smetterla, e proseguire nel tuo film di oggi. Hai ogni modo che ritieni di volere. E io ho i miei. E oggi, nel mio film, che in qualche modo mi parla di te, io oggi mi siedo davanti al mio pc e scrivo. In sala cercheranno di leggere sul mio monitor, e la camera si avvicinerà a tutto schermo a inquadrarlo. Il pubblico sa che quello che viene mostrato ha importanza per il seguito del film. E io anche. Io che scrivo qui seduta, impregnata delle mie emozioni di oggi e di ieri. Fortemente motivata nel trascinarmi appresso l'oggi, di prenderlo a calci perchè si muova dove dico io. Oggi è lunedì, non importa a nessuno in un film di che giorno o ora è, e quanto tempo passa tra una scena e l'altra. Ma oggi è lunedi, e visto che io sono l'attrice in questo momento inquadrata, oggi è lunedì. E io oggi farò , nel quotidiano, cose normali, forse non proprio consuete, e non farò le solite. In dettaglio mi aspetta una bella nuotata, fra le ore di lavoro, e una serata a casa. Nelle mie abitudini è un lunedi diverso. Nel film è un lunedì, non importa a nessuno cosa ho fatto il lunedì scorso, se non ha inerenza nella storia. E in questo film storia non c'è, ogni personaggio ha la sua, unica e personalmente vissuta, forse alcune cose erano condivise, parole, momenti, ma oggi scorrono ognuna a sè. E quindi, penserai, che ci faccio di tutto ciò? Nulla, visto che non sei spettatore e non sei seduto fermo a guardare la scena che scorre. Nulla. Ieri ti ho incontrato in una scena del mio film. Oggi non lo so. Non c'è copione, si recita a braccio. E questa mia mail avrà già stancato la platea. Non dice nulla. Solo qualche amante delle pause e delle perplessità non starà sbadigliando. Forse. Non amo i forse. E non sono qui a forseggiare. Sono qui a riflettere. La luce che mi spara addosso. Lancio le mie emozioni, lancio questa mail. Signori, sappiate che è intrisa di tutto. Se avrete la cortesia di seguire il suo volo e il suo arrivo a destinazione, vedrete come viene ricevuta, letta, ritenuta. Vedrete i pensieri del destinatario, i suoi gesti, forse sentirete la sua voce pronunciare parole al riguardo. Mentre io vivrò il mio lunedì, voi vivrete il vostro lunedì, e lui anche. E' un caso fortuito se il mio e il suo, corrispondono al vostro. Il film non è realtà, se coincide è sorprendente. Ora, la camera è ferma, attende la fine della mail. Dietro alle mie spalle sottolinea questo momento, gli da una definizione. La vedete più voi di me. E vi attendete il seguito, la scena dopo. Io posso finire questa. Scrivo le parole di commiato, educatamente, scusandomi per l'intromissione nel privato, e nella scena non programmata. Ma si recita a braccio. Bene, tu non mi conosci, io nemmeno. Forse hai voglia di tante cose di me, forse no. Io ho voglia di tutto quello che non so. Questo ha già un altro impatto sul pubblico, lo scolla un attimo dalle poltroncine, si sposta il corpo in avanti. Io ho voglia di incontrarti oggi, in questo film, non sapendo chi sei. La platea ha un brivido. Ognuno si cala nelle mie parole e le cerca. I saluti, un'emozione fortissima. Nessuna promessa, una musica d fondo, incalzante.
Pupilla, 2005

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