...due occhi di una dolcezza servile: gli occhi di colei che si inchina al despota Signore e gli tende i polsi febbrili e li vede cerchiare di catene, quasi godendone... Guido Gozzano
Hanno condiviso le mie parole
venerdì 27 gennaio 2012
FORSE
Buongiorno “uomosuperimpegnato” non ho niente di speciale da dire, però ho acceso il pc e mi sei venuto in mente tu e anche se ormai la tua "curiosità" è svanita.Mi sei stato di auto e lo sai, per capire me stessa e per farmi comprendere cosa sia veramente la mia femminilità. Essere “Femmina” è strano dirlo per me alla soglia dei quaranta anni ed incapace di guardarsi dentro per capire se stessa, per capire se ho vissuto o se ho solamente “sopravvissuto”. L’SM è per me? Mi appartiene? O è solo un modo per scoprirmi, per desiderare ciò che non sono. Vanilla…. Che termine strano. SM Vanilla. Dici che è l’inzio del sadomaso, l’approccio di chi se lo sente dentro e che non ha ancora il coraggio di affermarlo… come un vorrei, non vorrei… Forse ho sbagliato persona, l’incontro che ti dicevo non è stato dei migliori, forse troppa fretta, forse troppo desiderio, forse troppa inesperienza da parte sua, da parte di chi si dice master e che secondo me cercava solo sesso, magari fatto in maniera più raffinata… ma solo sesso. Di quello ne ho abbastanza, non mi serve. Mi avevi avvista, lo so.
Non fermarti al primo assaggio mi hai sempre detto, cerca sempre dentro di te e scopri ciò che desideri negli altri. Forse hai ragione. Non è il Maestro che sceglie i suoi allievi, ma sono gli allievi che innalzano la loro guida eleggendola a Maestro. Sì, probabilmente hai ragione… scegliere non è facile, non è facile per chi scopre ad un tratto la propria femminilità, come se fosse stata racchiusa in un bozzolo, crisalide che brama di diventare farfalla….
Sono stata ad ascoltarti, innamorata delle tue parole, incantata dalle tue storie e dalle tue spiegazioni. Lo hai fatto senza chiedere nulla in cambio… e mi domandavo spesso perché? Non mi hai mai tentata, non ti sei mai proposto come master, come “Padrone”, non mi hai mai detto: “sceglimi”, non hai mai fatto trapelare nulla in merito al tuo interesse. Capisco ora, solo ora il perché…. È l’allieva che avrebbe dovuto scegliere il Maestro.
Ho avuto paua, ho avuto timore… stravolgere la mia vita, abbandonarmi ad una sensualità che sento dentro di me e che non ho, forse il coraggio di dimostrare. Non credo di essere la sola a provare queste emozioni e queste paure… no, non credo, ritengo che siano molte le persone che provano questo, credo che siano molte le donne Vanilla, indecise se volere o rifiutare.
Ho finito da poco di leggere il tuo libro. Che senso di grande malinconia, mi ha lasciato, mi tornava in mente una vecchissima canzone, assurda forse, ma che mi lasciò la stessa tristezza la prima volta che la ascoltai da piccola (non te la dirò maiiiiii, mi prenderesti in giro!!). Sai, la cosa paradossale, è che mentre leggevo, io diventavo te, entravo dentro di te...scusa, mi sono espressa male, dentro il protagonista maschile, riuscivo a provare come...gioia, ansia, felicità, tristezza, malinconia, incazzatura, passione. Mi sembrà tutto così..strano e mi continuo a chiedere chi sei...e se è possibile che esistano persone così.... così.... no, non riesco a definirti. Dovresti pubblicarlo quel libro, dovresti farlo. So che sei restio, me ne hai spiegato i motivi, ma potresti sempre fare in modo che sia possibile leggerlo….
Sei stato un compagno di viaggio carino e dolce, anche un pò speciale. E' stato come quando in treno si fa un viaggio un pò lungo e ci si mette a chiaccherare con chi si ha di fronte nello stesso scompartimento, e non c'è nessun'altro così ci si sente li beri di dire quello che si vuole. Con te è stato così. Non è una fuga la mia, anche perché non ti interessa più il gioco, e se fuggo o meno non cambia niente. Tu non mi hai mai scelta e di questo devo dirti grazie, anche se a malincuore. Mi dicevi sempre che dovevo essere io a scegliere chi dovesse guidarmi. Non l’ho fatto e non l’ho fatto per paura, per mera paura di accorgermi di quello che potrei essere… no, forse di quello che potresti essere tu.
Sai una cosa carina che mi viene in mente parlando di treni...non ricordo in quale film fosse...il protagonista racconta di quando da ragazzino salito su di un treno si siede di fronte ad una ragazzina, e, per tutto il tempo del viaggio, quando lui guardava lei, lei abbassava gli occhi, e quando lo faceva lei , era lui ad abbassarli. Arrivò la fermata e lui scese, ma sul marciapiedi, quando il treno ripartì, dal dal finestrino della carrozza vide lo sguardo della ragazzina cercare il suo mentre lei gli sorrideva...e a quel punto a lui sembrò di esplodere. La rincorse..ma il treno si allontanò.. E lui tornò lì il giorno dopo, e quello dopo ancora perchè sperava di rivederla ma non la rivide mai piu'. E quasi cinquantenne, quel ragazzino divenuto uomo, non passava giorno che non rivedesse quel sorriso e quello sguardo... e forse non passava giorno che capitasse per caso su quel marciapiede del “binario 2” per sperare di rivedere quel sorriso, quegli occhi che gli sorridevano.
Non so come interpretarai questa storia qua, non ha importanza, te l'ho raccontata senza uno scopo, solamente perchè mi è venuta in mente adesso parlando di viaggi e di treno…
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