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sabato 28 gennaio 2012

LE PAROLE DELL'SM


Il masochismo è un argomento di cui non si parla molto. In quest’era in cui si sentono continuamente canzoni d’amore, la gente accetta difficilmente che certi individui possano trovare il proprio piacere solo attraverso la sofferenza.
Il barone Leopold von Sacher Masoch, nato nel 1836, non aveva affatto una visione romantica dell’amore. 
E’ però grazie ai suoi libri che abbiamo potuto classificare questa nuova forma di erotismo che viene chiamata masochismo. In realtà questa pratica, molto diffuso nel mondo intero, ha sempre fatto parte degli usi e costumi e del comportamento della maggior parte della gente – pur se a diversi gradi – ma senza che si potesse, prima di Masoch, mettere il proprio dito sulla piaga, né delinearne le caratteristiche. 
Masoch rivelò in parecchi libri le caratteristiche di questa tendenza. I suoi libri riflettevano senza ritegno i fantasmi masochistici dei suoi eroi. Masoch infatti si ispirava alle proprie tendenze per scrivere libri. Masoch non è stato il solo a scrivere storie imperniate sul masochismo. 
Il marchese De Sade che ha dato il nome al termine ‘sadismo’, descriveva la Justine dei suoi libri come masochista per il piacere dei numerosi sadici che riempivano i suoi romanzi.
E’ possibile distinguere tra due categorie di masochisti. Nella prima, a orientamento sessuale, il masochista non riesce a provare piacere che in uno stato di inferiorità, di avvilimento o di sofferenza. Cerca di identificarsi come servitore o schiavo della persona amata, e svilirsi per lei.
La seconda categoria è quella di Cenerentola, della fiaba di Perrault. Il ‘masochista morale’ prova un bisogno di punizione, una ricerca inconscia di frustrazioni e ingiustizie. Rifiuta di godere della vita e si mette nella posizione costante di vittima. E’ il caso più ricorrente di masochismo, particolarmente presente nella cultura occidentale. 

Le origini del masochismo
Ci sono parecchie teorie che cercano di trovare l’origine del masochismo. 
Freud afferma che è la manifestazione dell’istinto di morte. Per Freud, il masochismo è un sadico che si rivolta contro se stesso.
Più recentemente, dei ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che sarebbe il sadismo della persona amata a trasformare il soggetto in masochista. Infatti, l’atteggiamento tradizionale dei genitori di ‘punire per amore’ porterebbe il bambino, più tardi, a ricercare nell’essere amato una persona che lo possa punire.
Se i genitori gli offrono attenzione e amore solo quando lo puniscono, il bambino avrà tendenza ad accostare i due fenomeni. ‘Ti perché ti voglio bene, per il tuo bene’. Se si fanno ricerche storiche, si trova un gran numero di sado-masochisti alla fine del XIX secolo. A quell’epoca, nei collegi per ragazzi, le punizioni corporali erano all’ordine del giorno. I professori dispensavano con molta facilità dei colpi di bacchetta sulle dita, delle vergate sulla schiena, facevano digrignare i giovani allievi, li rinchiudevano in camera.
Un celebre caricaturisa dell’ epoca, Tohomas Rowlandson illustra la borghesia di quel periodo ritratta in una serie di attività sessuali poco comuni e impregnate di masochismo.
Probabilmente quei borghesi avevano frequentato i collegi privati.
La patria di questo tipo di ‘raffinatezze’ sessuali resta però la Francia, che alla fine del XIX secolo aveva raggiunto una fama ineguagliabile in tutta Europa.
I suoi artisti erano famosi per i quadri erotici. Era di rigore per i giovani aristocratici dell’ epoca andare a Parigi a completare l’educazione sessuale; ritornavano nel loro paese con le copie delle ultime illustrazioni erotiche alla moda. 
Avevano letto opere del marchese De Sade.
La ricerca del piacere è un fattore universale. In un determinato momento della vita può capitare a chiunque di atteggiarsi a masochisti. Molte persone provano un piacere immenso nel pensare che soffrono pur essendo buone e innamorate.
Il loro ego ne esce valorizzato. Infatti, i masochisti sono molto narcisisti. Amano fare le vittime, per conquistarsi l’amore o l’attenzione del partner e assumono un atteggiamento che vuole dire:’ Guardami soffrire per te. Non è una prova di bontà e d’amore?’.
Il vero masochista non ha una forte personalità. E’ pronto a rinnegarla per rendersi sgradevole e attirare la punizione.
E’ estremamente dipendente dalla persona amata o dalla persona che potrà farlo godere attraverso la sofferenza. Ma questo masochista, come qualsiasi essere umano, è sempre alla ricerca della soddisfazione. Anche se questa ricerca viene condotta su strade devianti e talvolta riprovevoli, rimane pur sempre un essere sensibile, spesso provato da esperienze negative.

Tratto da: www.centrostudicoppia.it



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