Lui, veloce e sicuro, le serra i polsi con le manette le imprigiona le caviglie alle manette in modo che le sue gambe debbano essere divaricate, aperte, perchè sia esposto in modo osceno il suo sesso. L'ultimo gesto di quella preparazione... la benda rossa che fascerà i suoi occhii. Tessa si sente indifesa, imprigionata e bendata non sa più che sta succedendo intorno a lei, sente solo dei rumori, i passi del suo Padrone, lui che tocca e sposta oggetti … può solo cercare di indovinare quello che sta succedendo.
La macchina sfreccia nel buio della notte, la ragazza guarda fuori dal finestrino ascoltando la musica soffusa che riempie l’abitacolo … attorno a lei solo il buio della campagna cuneese … quella campagna che le era sempre piaciuta tanto. Alla guida dell’auto il suo Padrone, colui che la stava plasmando giorno dopo giorno, che la modellava come argilla inerte tra le sue mani. Sì, Tessa era una schiava … aveva scelto di servire, di ubbidire, di mettersi a disposizione di un Padrone, per essere sottomessa mentalmente e fisicamente, ma sempre conscia del rispetto che il suo Padrone aveva nei suoi confronti. Era in fondo questa la cosa che più le piaceva del rapporto con il suo Padrone … la fiducia reciproca ed il rispetto che permeava il loro rapporto, lo garantiva, rendendolo unico, indimenticabile. Guarda di sfuggita l’uomo accanto a sé per cercare di carpirgli qualcosa, lui se ne accorge e le sorride come sempre allegro e scanzonato … “Lo so che vorresti farmi mille domande … ma non avrai risposta, scimmietta … dovrai aspettare per vedere la sorpresa che ti ho preparato”. “Uffa ecco sempre il solito – pensa Tessa – si diverte a lasciarmi nel limbo dell’incertezza”. Ma in fondo lo adorava quando faceva così, la faceva sentire ancora di più in sua balìa ed è questo che lei agognava fortemente: come se lei tutto potesse attraverso il suo Padrone. All’improvviso si accorge che si sono fermati davanti ad un cancello in ferro battuto, sono in mezzo al nulla più assoluto. Non riesce a scorgere niente davanti a sé, nemmeno aguzzando la vista. Il cancello si apre silenzioso e il suo Padrone conduce l’auto lungo un viale ghiaiato ed eccolo là in fondo, come dal nulla, apparire il casale. Sembra abbandonato ma, da alcune luci minuscole che scorge al suo interno, sa che non è così. Il Padrone la fa scendere dall’auto, ha voluto che per la serata indossasse solo un cappotto nero lungo fino ai piedi, sotto il reggiseno, il perizoma (indumento che lei non amava per niente) e le immancabili calze nere col reggicalze … le scarpe dal tacco altissimo la fanno camminare lentamente dandole così un’aura di alterità. Poi le prende la mano, sente che sta tremando per la tensione, per l’eccitazione, per la voglia di sapere e la paura di scoprire. “Tranquilla cucciola ci sono qua io … non può succederti mai nulla di male con me, lo sai vero?”. Tessa accenna timidi sì con la testa e lo segue all’interno del casale. L’interno è illuminato solamente da candele disposte artisticamente per terra o su candelabri che danno una luce calda e tremolante all’ambiente. Tessa si guarda intorno per cercare di capire se sono soli o se c’è già qualcun altro .. in fondo qualcuno deve pur aver aperto il cancello al loro arrivo no? … eppure non scorge nessuno, sembrano solo loro due … Il Padrone la conduce in una vasta stanza, un salone dove ci sono delle candele per terra disposte a cerchio attorno ad un tavolo. Lei guarda meglio e vede corde, manette e altri oggetti sul tavolo. Una fitta di piacere improvviso le parte dal basso ventre e le esplode nel cervello pregustando ciò che le sta per accadere. Si volta sorridendo verso il suo Padrone, lui le mostra un collare da cane … Tessa sa che è per lei … solleva i capelli e allunga il collo verso le mani del suo Padrone per permettergli di allacciarglielo, quel gesto così semplice e simbolico la fa sentire ancora più cagna, ancora più sua. “Togliti il cappotto, cagna!” … la sua voce dura e decisa le procura brividi infiniti sulla pelle. Lascia cadere il cappotto a terra restando splendidamente seminuda. “Togliti il superfluo troia … tu sai bene come voglio che rimani!!”. Tessa si toglie, con le mani tremanti dall’eccitazione, il reggiseno e poi lentamente si sfila il perizoma. Nuda, non solo nel corpo, ma nuda anche nell'anima, nel più profondo della sua anima. Rimane solo con le calze e il reggicalze, sentendosi sempre più puttana, sempre più sottomessa alla mente del suo Padrone. “Brava … adesso girati e appoggiati sul tavolo … allarga bene braccia e gambe, svelta!!”. Prontamente lei si china prona sul tavolo, facendo quello che le è stato richiesto, esponendo così il suo sesso ed il suo sedere agli sguardi ma soprattutto alle voglie del suo Signore. Lui, veloce e sicuro, le serra i polsi con le manette le imprigiona le caviglie legandole con delle corde blu alle manette in modo che le sue gambe debbano essere divaricate, aperte, perchè sia esposto in modo osceno il suo sesso. L'ultimo gesto di quella preparazione... la benda rossa che fascerà i suoi occhii. Tessa si sente indifesa, imprigionata e bendata non sa più che sta succedendo intorno a lei, sente solo dei rumori, i passi del suo Padrone, lui che tocca e sposta oggetti … può solo cercare di indovinare quello che sta succedendo. D’un tratto le sembra di udire un numero sempre crescente di passi, la paura la sta attanagliando … ha il terrore di essere esibita, di essere esposta ma soprattutto ha il terrore di essere data in prestito ad altri padroni. Cerca di girare la testa per cercare di carpire informazioni con l’udito e l’olfatto, gli unici sensi che può utilizzare, ma non riesce ad essere sicura di nulla, sa, lo sente con tutto il suo essere che ci sono occhi estranei che la stanno osservando, si sente in mostra così esposta in modo vergognoso e senza impudicizia alcuna. Cerca di girare la testa per cercare di carpire informazioni con l’udito e l’olfatto, gli unici sensi che può utilizzare, ma non riesce ad essere sicura di nulla, sa, lo sente con tutto il suo essere che ci sono occhi estranei che la stanno osservando, si sente in mostra così esposta in modo vergognoso e senza impudicizia alcuna. La voce del suo Padrone le sussurra all’orecchio:”Piccola cagna stasera darai spettacolo, lo sai? Ho riunito qui alcuni amici desiderosi di conoscerti e vogliosi di vedere quanto sei troia per il tuo Padrone … e tu non vuoi deludermi,vero? Tu non vuoi farmi fare brutta figura, vero piccola mia?”. Tessa sussurra un no strozzato, l’eccitazione mista alla paura le tolgono il fiato e la voce … Sente il suo Padrone muoversi e lo sente poi vicino al suo viso, avverte la sua presenza … “Signori, amici carissimi, vi presento Tessa, la mia schiava, la mia cagna …”. Lei sente una fitta di piacere alle parole del suo Signore, adora sentirsi così, sa che Lui è orgoglioso di lei e non vuole deluderlo … la forza e la consapevolezza di questa cosa la fanno sentire più forte e risoluta ad accontentarlo in tutto. Ed ecco, come sempre senza preavviso si sente penetrare violentemente nella fica, riconosce il cazzo del suo Padrone, riconosce il suo modo brusco e favolosamente eccitante che adotta quando la usa per il suo piacere … un grido subitaneo le sgorga dalla gola, si sente scopata per un lasso di tempo che non riesce a quantificare poi, improvvisamente, si sente vuota … Singhiozza per la voglia che ha di sentirsi nuovamente riempita, violata con forza, con brutalità e dolcezza assieme … sente la voce del suo Padrone:”Avanti troietta chiedi bene al tuo Padrone quello che stai desiderando in questo momento, su!!” … Tessa con la voce rotta dall’umiliazione per doverlo dire in pubblico riesce a sussurrare:”Ti prego mio Signore … ti supplico … inculami forte adesso … incula la tua umile schiava” … “Più forte cagna … voglio che sentano tutti quanto sei troia, avanti!!” … e Tessa questa volta urla il suo desiderio, quasi implora, con voce decisa e vergognosa, di essere inculata con prepotenza dal suo Padrone. Invece di sentire il cazzo del suo Padrone che le penetra il culo, la ragazza comincia a sentire dei ceffoni che le arrivano direttamente sulle natiche … prima piano quasi leggeri, poi sempre più forti … aumentano di intensità sempre di più … la ragazza si contorce dal dolore e piacere uniti. Sente i suoi umori colarle lungo le cosce aperte mentre pensa che tutti i presenti possono vedere la sua fica spalancata e grondante di piacere, questo non fa altro che aumentare le sensazioni incredibilmente forti che le stanno saturando il cervello. Poi, come sono iniziate, le sculacciate finiscono lasciandola ansante e stordita ed ecco che, improvviso e duro, il cazzo le penetra il culo strappandole un grido che da dolore diventa subito immenso piacere … adora sentirsi così violata dal suo Padrone, si sente del tutto sua così, un oggetto di piacere nelle sue mani, ma un oggetto amato e desiderato. L’orgasmo le esplode improvviso nel corpo e nel cervello, si contorce come colpita da una scossa elettrica, urla con tutto il fiato che ha in corpo. I presenti sono estasiati dalla capacità di esternazione che ha la ragazza, riesce ad eccitarli solamente facendogli sentire, percepire il suo piacere. La posizione è innaturale, si sente aperta da quelle corde che le stringono le caviglie che la costringono a stare piegata a sentire l'umiliazione di quella posizione, come se la mente anticipasse sempre quello che il corpo riuscirà a provare. Sente che qualcuno sta slegandole i polsi, le caviglie … ecco è libera, finalmente può muoversi ma è ancora bendata. “Girati!! - le ordina il suo Padrone – fai vedere il tuo viso piccola cagna … fai vedere quanto ti fa godere il tuo Padrone”. Tessa offre il volto agli sguardi che la scrutano, sente i bisbigli senza capire cosa stiano dicendo, nel suo cuore spera solo di essere come la vuole il suo Padrone … lasciva … perversa … dolce … sottomessa … umiliata nell’anima ma fiera di essere sua … Alza il capo, ha un atteggiamento fiero ed altero e lo sa bene, lei è La schiava, colei che si annulla per il piacere estremo del suo Padrone e per rinascere da questo piacere totalmente sua. “In ginocchio schiava!! – di nuovo l’ordine secco devastante per il suo cervello, crolla quasi sulle ginocchia per l’ansia di obbedire – Brava la mia cucciola … Adesso alza il viso da brava … offrilo a me … sai cosa ti aspetta, vero? Il tuo Padrone vuole lavare quel visetto da troia che ti ritrovi …”. Tessa ha un sobbalzo a queste parole, sa cosa l’aspetta … alza il viso verso la voce … le viene tolta la benda … sa che il suo Padrone vuole essere guardato negli occhi, sa che vuole vedere il suo sguardo sottomesso ma mai rassegnato … vuole vedere quello sguardo dove in fondo leggerà sempre un misto di ribellione e rabbia ma che non uscirà mai fuori. Fissa negli occhi il suo Signore ed ecco il getto caldo e salato della pipì che la colpisce sul viso, sulle labbra, sul seno, che la bagna tutta … Sa che dovrà inghiottire alcune gocce per la felicità del suo Padrone, che in questo modo la possiederà ancora di più e così dischiude le labbra ed inghiotte quel liquido caldo e salato. I presenti sono affascinati da quello che vedono, quella giovane donna, che all’apparenza sembra così altera ed orgogliosa, in ginocchio a farsi umiliare nel peggiore dei modi, davanti ad un pubblico ma così felice che lo si legge negli occhi. ”Adesso alzati Tessa … e vai a ricomporti nell’altra stanza … indossa gli abiti che ho preparato per te piccola schiava e torna dal tuo Padrone”. Tessa sente una mano che la prende per accompagnarla, per guidarla in quelle stanze per fare quello che le è stato richiesto. E' una donna dai capelli corvini, alta e dal corpo giunonico, anche lei una slave probabilmente. E' sola nella stanza, ora, e può vestirsi. Indossa un abito nero lungo di pelle lucida, stivaletti col tacco a stiletto. Si è trasformata nel giro di pochi minuti da una dolce e remissiva schiava in una altera e severa mistress. Sapeva che il suo Padrone voleva iniziarla anche a questo piacere, sa che dentro di lei albergano due anime … una sottomessa ed una dominante e sa che entrambe porteranno piacere immenso sia a lei che a lui. È titubante, non crede di poter riuscire a fare quello che fa il suo Padrone o le sue amiche Mistress, si sente inadeguata ed incapace, ma sa anche che per il suo Padrone farà questo ed altro. Torna nel salone, gli ospiti scaldati dal suo spettacolo di prima si sono messi all’opera; si vedono scene di sesso e sm un po’ dovunque. Cerca con lo sguardo il suo Padrone, la sua antica paura che abbia trovato un’altra schiava più degna di lei la sta riprendendo … ma eccolo la, seduto su una poltrona con due ragazze vicino a lui … sono in piedi nude … Lui non le tocca … non le guarda, sta cercando il suo sguardo. Tessa entra con un passo fiero nel salone, al suo passaggio molte teste si voltano ad ammirarla … forse invidiando il suo Padrone per la duplice fortuna che possiede, si avvicina alla poltrona ed attende ordini come sempre. “Cucciola sei una meravigliosa mistress, lo sai?. Adesso sei libera di prendere decisioni … ma ricorda che se anche sei una mistress sei sempre e comunque la mia piccola schiava, capito? Queste ragazze sono un dono per te, lo hai meritato … sono tue questa sera, fanne ciò che vuoi”. Le guarda, è eccitata e preoccupata allo stesso tempo, lei non ha la fantasia né l’esperienza necessaria per gestire quella situazione ma guardando il suo Padrone capisce che non deve temere nulla, dovrà solo seguire il suo istinto, lasciarsi andare e cercare aiuto da lui quando ne avrà bisogno. “Avanti, venite qua dalla vostra Signora veloci – la sua voce è diventata tagliente e imperiosa nel giro di un secondo, se ne stupisce da sola e le ragazze accorrono come cagnoline addestrate – In ginocchio puttanelle … avanti baciate gli stivali della vostra Padrona”. Si sente forte, decisa ma ha paura, vede il suo Padrone sorridere mentre con gli occhi le sta dicendo:”Vedi, te lo avevo pur detto che questa è la tua natura piccola sciocca?”. Ha ragione Lui come sempre e Tessa allora decide che la sua prima sessione la dedicherà al piacere del suo Signore. “A quattro zampe come cagne avvicinatevi al mio Padrone … una gli lecchi il cazzo e l’altra le palle … e se non lo farete bene dovrete fare i conti con me”, ma prima lega i polsi ad entrambe dietro alla schiena, come ha imparato a capire dal suo Padrone, come lei lo ha vissuto tante volte, vuole che diano piacere solo con la lingua e la bocca. Il Padrone la guarda contento di ciò che la sua schiava gli sta donando, mentre lei nel frattempo adocchia gli oggetti che le ha messo a disposizione per giocare con le schiave. Prende con mano sicura un vibratore e lo infila nella fica di una delle due schiave che, dalla sorpresa, smette di leccare il cazzo del Padrone. Tessa non esita un attimo, con mano aperta e decisa assesta un ceffone forte al sedere della ragazza, poi l’afferra per i capelli la fa tornare sul cazzo del Padrone e glielo fa inghiottire fino in gola non ascoltando i gemiti soffocati della schiava. La cosa la spaventa e la eccita al contempo poi, come presa da una volontà più forte di lei, si avvicina nuovamente al tavolo, guarda i vari attrezzi e lo vede … prende l’oggetto e lo soppesa con le mani, con gli occhi, lo batte sulle sue mani come per testarlo … il suo Padrone la guarda stupito, confuso forse, questo da lei non se lo aspettava o forse sì, ma voleva vedere fino a che punto la ragazza avrebbe tirato fuori il suo coraggio ed il suo carattere dominante. Tessa sa che non si può usare il frustino senza motivazione, ma sa che prima della fine della serata ci sarebbe stata … ed eccola, come ad esaudire le sue preghiere, una delle ragazze smette di leccare il Padrone, perché un altro ospite si è avvicinato per toccarla tra le gambe, per godersi le carezze e provare piacere … Lei non attendeva altro:” Francesca vieni subito qui in ginocchio – la ragazza la guarda impaurita vedendo cosa ha in mano Tessa, sa già cosa l’aspetta e tenta di rimandare l’inevitabile, ma lei è severa e decisa … la fa mettere a carponi con il sedere in alto offerto – adesso ti darò dieci colpi piccola troia e tu dovrai contarli tutti senza emettere altro gemito, hai capito??. Altrimenti aumenteranno”. Comincia ad assestare i colpi di frustino, non li dà forti, le basta il gesto di estrema umiliazione per sentirsi bene … la ragazza non fa fatica a contarli senza emettere gemiti. “Brava cagnetta … adesso torna al tuo lavoro,veloce!!”. Il Padrone la guarda esterrefatto, non sapeva di avere per le mani una personcina che da dolce e remissiva poteva diventare forse più sadica di lui, anche se si è accorto che in realtà i colpi sono stati dati leggermente. Le manca ancora la malizia della punizione, la forza del farsi ubbidire, il colpo che fa pagare la disobbedienza. Adesso ordina alle due ragazze di leccarsi a vicenda, vuole godere con Lui quello spettacolo, si avvicina al suo Padrone sicura che Lui le infilerà la mano tra le gambe per sentire il suo piacere. Improvvisamente Lui le sussurra qualcosa all’orecchio, lei sorride in maniera provocatoria e birichina; si alza e prende dal tavolo una crema lubrificante e se la spalma sulle mani, si avvicina alla ragazze e le fa mettere nella posizione più adatta per poter praticare il fisting a quella che sta sopra, mentre è impegnata a leccare la fighetta dell’amica. Le allarga le grandi labbra con le dita e poi lentamente, sempre rivolta verso il Padrone, inizia ad infilarle le dita nella fica … 1 … 2 … 3 … 4 … 5 … rimane il punto largo della mano, la ragazza geme un po’. Si ferma impaurita, poi dolcemente le domanda se vuole che continui, chiedendosi se una vera mistress si sarebbe comportata così. “Sì, la prego”, la implora la schiava e lei continua a penetrarla finché la sua mano scompare all’interno del corpo e le labbra della fica si chiudono sul suo polso. Il Padrone la guarda con occhi ammirati e felici … non si era sbagliato … la sua Tessa è una splendida schiava ed una altrettanto severa mistress … gli sta donando tutta sé stessa, senza vergogna né tabù … gli sta donando il massimo del piacere. E' l'anatomia di una trasformazione.
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