Hanno condiviso le mie parole

mercoledì 27 agosto 2014

BAMBOLINA


Passi..nel parco, pomeriggio di sole, ed anche oggi quella strana solitudine che non abbandona mai, seduta..sul prato, lui si avvicina, le solite banali frasi d’approccio, ”Cosa leggi? Posso sedermi? Sei sola? Aspettavi qualcuno? ”…No stavo solo affogando  quest’assurdo senso di vuoto …”Si “due lettere e via, tanto che vuoi che freghi a questo qui, di quello che posso avere dentro,poi altre parole inutili, vuote, si sente che non crede ad una sola lettera che esce dalla sua stessa bocca, lettere senza senso modulate da un suono che proviene solo da una gola. Meno di un ora, si avvicina, mi sfiora, lo fisso, non parlo, lo lascio fare, mi piace? È sicuramente un bell’uomo, 16 anni io, almeno più del doppio lui, mi accarezza le labbra con un dito, non mi sottraggo, me le stringe tra le dita, mi fa male, non fiato, me le spinge dentro la bocca portandomi ad aprirla, i nostri occhi sono fissi, nessuno parla è chiaro ad entrambi che non serve più quell’inutile anteprima. La mia bocca dentro la sua, la sta mordendo, risucchiando la lingua come a  volerla strappare, il suo corpo addosso, mi spinge, mi fa male, è rigido, le sue mani a addosso, sotto i vestiti come a strapparli, io immobile, ho voglia ? non lo so. Mi prende una mano me la mette dentroi suoi pantaloni, il suo sesso è bagnato e duro e si spinge prepotentemente, bambolina.. mi aveva chiamata qualche minuto prima, e ora.. non gli frega nulla di cosa può volere questa bambolina? Mi  alza la gonna, mi tocca tra le gambe, sono bagnata? Non lo so, probabilmente si, sono viva dopotutto. Mi lecca il collo, mi morde, mi fa male, mi tira i capelli, non parlo, cerco di allontanarlo, nulla, come smuovere una montagna, s’irrigidisce maggiormente, mi spinge e mi fa solo più male. Ok chi se frega che faccia quello che gli pare. Si scosta, si prende il sesso tra le mani, mi allarga le gambe “no” riesco a dirgli. Si blocca un istante, lo colgo inaspettato, solo il tanto  che basta per uscire dai suoi artigli, mi alzo in piedi, mi raggiunge, mi strattona per un braccio mi sbatte contro un albero, mi dà uno schiaffo. Sento il sapore di sangue sulla mia lingua, lo guardo con disprezzo, si avvicina mima un altro schiaffo ma m’infila la lingua in bocca e le dita tra le gambe. Le muove sempre più velocemente mentre mille parole oscene gli escono dalla bocca cercando di mischiarsi ai miei  umori. Si ferma,mi guarda, e ora? Paura.. I suoi occhi sono  gelidi. "Ti prego no” mi trascina per un braccio appena qualche metro più in là ci sono alberi  alti, un punto meno in vista, mi dice qualcosa, non deve essere piacevole da come mi guarda, ma tanto non sento più  nulla, mi spinge a terra, mi stringe, mi fa male. Guardo il cielo sopra di me, le nuvole cominciano a raggrupparsi dov’è finito il sole? Dov’è il mio libro? Così lo perdo.. Mi dice qualcosa, mi fa rialzare in piedi mi spinge in ginocchio, mi stringe il collo in una mano, mi prende i capelli e mi spinge la testa verso di lui, me lo mette in bocca e comincia a muoverlo. Lo lascio fare, poi lo guardo, i nostri occhi s’incrociano, mi accarezza i  capelli, il viso, la sua voce è diventata dolce, una lacrima mi scende, glielo prendo in mano, comincio a toccarlo, a succhiarlo, sento che sta per godere, mi scosto  e continuo con la mano spostandomi un po’. Gode. Rimaniamo così, lui in piedi con in pantaloni a mezz’aria come la sua virilità, io,  in ginocchio davanti a lui con il trucco un po’ sfatto e il sapore di sangue tra i denti. Minuti lunghi, immobili  a guardarci senza una parola. Infondo, stiamo condividendo le nostre miserie, non è forse anche questa, intimità? Mi alzo, cerco di risistemarmi, le ginocchia sanguinano, mi gira un po’ la testa,ho la nausea, lui si riveste, fa un passo verso di me, mi scosto, mi raggiunge, mi bacia dolcemente, “scusami”mi dice con gli occhi velati di lacrime. Abbassa lo sguardo e se ne va.

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