...due occhi di una dolcezza servile: gli occhi di colei che si inchina al despota Signore e gli tende i polsi febbrili e li vede cerchiare di catene, quasi godendone... Guido Gozzano
Hanno condiviso le mie parole
mercoledì 27 agosto 2014
BUKKAKE
Una donna si agita sul palco in alto della discoteca di Tokio stasera, al ritmo forsennato de Le Tigre e delle Detroit Cobras. È nuda dalla cintola in giù. Sei vestita poco stasera…praticamente solo un impermeabile stretto alla vita, un bracciale d'oro, un collare, i sandaletti a tacco alto e i piercing ai capezzoli, al clitoride e alla lingua, con cui ti ho ornata. Andiamo a cena fuori e prima di uscire ti applico il grosso dildo anale. L'idea è di allargare progressivamente il tuo buchetto con un coso di plastica che ogni settimana viene aumentato di una misura. Lo devi portare ogni volta che puoi, quindi praticamente sempre, tranne quando è proprio necessario toglierlo, andare in palestra o in piscina. Lo devi mettere anche al lavoro, d'altronde è fatto apposta per non sparire lì dentro, e non ingombrare troppo se ti siedi. E lo puoi infilare e sfilare da sola se hai bisogno. Entri nel taxi e l'autista ti dà un occhiata distratta pensando alla solita troietta in tiro per una serata. Minchia io ce l'ho duro e così ti tiro la testa su di me mentre siamo nel taxi. Tu mi succhi per tutto il viaggio e hai la buona educazione di farmi venire proprio appena prima del ristorante. Il posto è affollato. Qualcuno ti guarda, te e la tua bella faccetta da animaletto selvaggio. E la tua bocca umida. Il cameriere ci guida nel salone privato dove sono già arrivati i miei amici. Cinque uomini d'affari giapponesi. Disinvoltamente ti svesti e ti sdrai sul tavolo. A loro piace mangiare il sushi sul corpo di una bella fighetta come te. Ridono e bevono oscenamente. Uno di loro ti sfila i bei sandaletti e li bacia, poi mi chiede il permesso e con un cenno gli consento di giocare coi tuoi piedini, toccarli, solleticarli e baciarli, succhiando ogni dito. Il cameriere fissa il tuo collare all'anello che è sul bordo del tavolo, poi inizia a servire il cibo direttamente su di te. Salse piccanti sui seni e sulla figa, olio caldo e speziato spalmato sul tuo corpo, abbandonato e sensuale. Intingono il pesce crudo e tagliato e poggiato su di te, palpano, tastano. Persino il cameriere. Ti infilano il cibo nei tuoi orifizi per insaporirlo e lo assaggiano vogliosi. Il signor Omura, il loro capo, preferisce farti masticare un poco le cose che poi lui divora. Ogni tanto ti regala un pezzetto...ogni tanto avvicina il coltello affilato alla tua pelle, ai capezzoli e preme un poco. Una goccia di sangue scivola giù, ma un mio sguardo lo consiglia di cessare quella sua attenzione non gradita. - Conosce il bukkake, signor I.? mi chiede. - Non esattamente. - E’ l'arte giapponese ricoprire integralmente il volto di una donna col seme di molti uomini, spiega. Vorremmo tutti farlo con M. A fine pasto...? chiede cerimoniosamente. Tu mi guardi. Sai che sono il tuo padrone e tu la schiava, stasera, ma sai che sei sempre libera di smettere quello che non sopporti… Il segnale di smettere, segreto tra noi è la parola Diritto. Il tuo diritto di decidere. Non rispondo al giapponese. Sfila elegantemente dal taschino la sua carta di credito e l’avvicina alle tue labbra. - Forse domani vorrà fare un po’ di shopping nei più bei negozi di Tokio, signorina, ti mormora…-. Tu lasci che la carta si appoggi alle tue labbra e la trattieni. Volevi vedere Tokio e fare del buon sesso, hai detto prima di partire. Ma mi hai chiesto se possiamo fidarci di lui… Omura sorride. Passi la carta a me e poi inizia il gioco… Omura ti sfila il dildo dall’ano e ti stacca il collare dall’anello al tavolo… Poi si sfila i calzoni e mostra il suo sesso priapico. Si china sul tuo culetto e bacia eroticamente l’areola allargata e rossa. Infila dentro le lingua e si perde in te mentre io ti faccio succhiare l’uccello teso… nuovamente. I giapponesi si stanno liberando dei calzoni e qualcuno già si fa una sega… Omura riemerge dal tuo culo e ti solleva e allarga le gambe. Ti unge di una crema fresca e oleosa… Sta per penetrarti. Osserva il tuo viso che smette di succhiare il mio membro e emette una smorfia di dolore… un piccolo grido, un ansimare d’aiuto… Entra in te. Entra a fondo. Non hai mai avuto un cazzo in culo così enorme e nodoso… Spinge e sorride con la faccia crudele da orientale. - Per un bukkake fatto bene ci vogliono molti uomini, ordina. Vengono chiamati anche tutti i camerieri, i tre cuochi, gli sguatteri e il portiere. Tutti in fila da bravi giapponesi. Io voglio essere il primo. Non mi trattengo più e appena ricominci a ciucciare, lo sfilo e te lo scarico sul viso, uno schizzo da sinistra a destra attraverso il naso e ti colpisco il bordo dell’occhio sinistro. Ti sollevo la testa e sorridi Clic. Primo scatto. Ronzio di due o tre videocamere piccolissime, giapponesi. Tiri fuori la lingua col piercing guardando la camera.Clic. Ti lecchi il labbro Clic Clic clic. Omura si mette sotto di te senza sfilarlo. Sei seduta sul tavolo con lui sotto, nel tuo culo… Muovi piano il bacino Tre uomini intorno a te. Cioè i loro cazzi. Li succhi a tre per volta. Senza usare neanche le mani. Per ognuno conti fino a trenta. Poi passi all’altro. Dopo un minuto e mezzo viene il primo. Chiudi gli occhi e ti fai bagnare il viso. Poi il secondo, il terzo. Altri prendono il loro posto. Il trucco cola… Ti chiedono dei sorrisi e li neghi. Omura spinge più forte. È come un cavaliere colla sua puledra. Obbedisci. Sorridi.Sei altrove. Il tuo viso è coperto da 19 dosi di sperma. Omura è l’ultimo. Ti viene in culo, sborra tutto dentro, poi te lo mette in bocca e se lo fa pulire bene. Foto ricordo con Omura. Tu nuda e sporca, lui felice… All’uscita vuole darti un bacio ma ti giri dall’altra parte. Vaffanculo bastardo Sei vuota ora, ferita, violata, scuoiata. In macchina ti bacio il viso sporco. Lo pulisco come un gatto pulisce il muso del suo cucciolo… In camera ti abbraccio dolcemente, dopo la doccia. Ma sei lontana distante ferita. Lascio che ti prenda la tua vendetta. Mi abbracci da dietro e mi penetri con un dildo grossissimo. No ho mai sentito così male. Mi rompi il culo e senza vaselina, solo colla lubrificazione della tua lingua… Mordo la pallina di gomma che hai messo sulla mia bocca. E sto fermo mentre mi graffi a sangue… Mi penetri duramente per un tempo infinito. Mi annullo in te e vengo nella tua bocca senza nemmeno capire come hai fatto a staccarti dall’abbraccio cui mi avevi costretto. Dopo voglio che tu perfori con un ago il mio avambraccio, il mio petto, la mia mano, prima di farti venire ancora e ancora e ancora… con la bocca e con le mani. Ora sorridi prima di addormentarti nelle mie braccia, e domani spelliamo quel coglione di Omura, colla sua carta di credito del cazzo!
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