Hanno condiviso le mie parole

mercoledì 27 agosto 2014

LUI E LEI NUDI

Sono nuda davanti a lui , nuda per lui, nuda per me stessa, avvolta, sconvolta, persa nell’emozione del nostro rapporto che col passare del tempo si è fatto più forte. Siamo a ripercorrere nella nostra mente il nostro percorso e a volere andare oltre, oltre noi stessi in quella sfera dove il lecito tende a confondersi nel non lecito, dove il desiderio supera la ragione. Sono sulla soglia di una squallida stanza ai miei occhi pare enorme, spoglia ,sporca , sento l’odore di chi l’ha occupata in precedenza, quell’odore acre di chi  ha sudato, quell’odore dell’animale che ha consumato, quell’odore della bestia che ha abusato di quella carne offerta. Mi trovo a guardare, col respiro a metà, quel tavolo, fatiscente , sul cui piano in marmo vedo le chiazze di un liquido assorbito, scosto lo sguardo, su quel che pare poco più che un pagliericcio vedo ancora il giaciglio di un corpo che ha lasciato la sua ombra, una trave, al centro della stanza, chiama i miei occhi, porta un gancio con fissata una catena e sulla verticale posto sul pavimento, un recipiente di notevoli dimensioni lascia immaginare l’utilizzo. Una tenda nera nasconde una stanza adiacente, dalla quale provengono risate, schiamazzi, parole che si confondono, sono voci alterate dai fumi dell’alcool, sono voci che rimbombano nella mia mente. Sento freddo, tremo, ho indosso il mio collare, lo sfioro, cerco la forza di varcare la soglia , la sua voce mi giunge dolce determinata fredda e rassicurante: Vuoi entrare? Mi chiede…… so che se entro inizia il gioco, quel gioco che sapevo che prima o poi avrebbe avuto il suo giusto momento per essere giocato; quel gioco che ho supplicato, chiesto, desiderato, quel gioco che ha fatto parte delle ns fantasie fino a quando il desiderio di realizzarlo nn ha superato i nostri timori. Mi manca il respiro! Lo ammetto mi manca! Il cuore mi batte forte, tremo, fremo Si! Sono eccitata dal mio stesso terrore, sento i miei umori colarmi sulle gambe, il mio odore di femmina riempie le mie narici, mi chiedo come possano coesistere eccitamento e terrore, come io possa vivere queste contrastanti emozioni così intensamente da nn sapere distinguere quale prevalga . Cerco nei suoi occhi quella forza, quella approvazione all’andare oltre. Non fermerà il gioco!! nulla potrà fermarlo, nessuna parola ,niente potrà fermare questo gioco, qualsiasi piega prenda lo porterà fino in fondo, lo so che lo farà, solo lui lo può fare, lui solo potrà ...non infliggere, ma esaltare il piacere, nn farmi subire, ma accentuare il donarmi incondizionatamente a lui attraverso ogni mezzo da lui utilizzato. Lui lo sa, è consapevole del gioco che si va a fare, consapevole che è stato un percorso a portarci a desiderare l’oltre, consapevole che dovrà anche lui superarsi per portarlo avanti , consapevole che più sarà forte il gioco e più urlerò dentro di lui ,siiii….. dentro di lui……. con lui , e quell’urlo sarà intrinseco di dolore e piacere, di entrambi, e più forte sarà il gioco, più incondizionato sarà il mio donarmi piùforte sarà il suo potere più forte sarà il piacere, il nostro piacere. Sono questi i pensieri questi i desideri che mi passano nella mente nell’istante in cui cerco i suoi occhi per dirgli Si entro!! Sono nelle sue mani, l’eccitamento è forte, nn ho smesso di tremare, le sue mani prendono le mie, mi conduce alla catena, mi slaccia la camicia lasciandola cadere nel recipiente, i miei seni emergono dal corpetto che precedentemente mi ha aiutata ad indossare e che ha stretto con forza, vedo la mia nudità, sono attraversata da un brivido, emozionata intimorita, vedo la mia vulnerabilità di donna, lui mi fissa negli occhi , nn parla, sono gesti, attimi momenti che nn vogliono parole, essi si esprimono nella stessa gestualità, nell’intensità dei nostri sguardi .Prende la catena alla sua estremità è l’aggancia al collare “Come una cagna!” mi dice, “legata alla catena come una cagna”, le mie gambe tremano si piegano e le mie mani toccano il fondo del contenitore. “Brava la mia cagna!” mi dice….. Vorrei aggrapparmi ai suoi piedi chiedergli di non allontanarsi, mi accarezza la nuca trasmettendomi il suo compiacimento nel vedermi. Lo sento allontanare, il mio sguardo lo cerca , “ferma! ferma lì! Non ti muovere!” I miei muscoli s’irrigidiscono , nn posso star ferma sono invasa da un fremito inarrestabile ed ho un bisogno viscerale di cercarlo, ma nulla di me si muove, nulla. Passano attimi che mi paiono lunghissimi, lo sento ridere, mercanteggiare con quelle voci che avevo udito, che avevo temuto , che avevo colto dietro a quella tenda. Sono così presa dal cercare il suo timbro di voce, all’interno del branco che sento animarsi sempre più per come li stia esaltando descrivendo la mia condizione di cagna, che non mi rendo conto che mi sono attorno che mi fissano che mi guardano. Sottoposta ai loro sguardi sento l’eccitazione crescere in me , sento i miei umori scendermi tra le gambe, il mio timore del primo gesto si trasforma in desiderio del gesto stesso. Sento il mio master dire “Guardatela! Guardatela come desiderosa aspetta , come disponibile attende”, mi solleva la gonna mostrando loro il mio culo, descrivendo come sia spaccato, come sia aperto, come la sua mano entri. Con movimenti decisi mi fa divaricare di più le gambe , “mostra meglio la tua figa troietta!! , inarca di più la schiena, alza meglio il culo!! fai vedere come stai colando, come sei desiderosa del loro cazzo!! …..Sei bagnata vero puttana? Dillo che stai colando!! Dillo che hai voglia!!! Dillo di cosa hai voglia!!!” La sua mano mi entra in figa , accompagnata dal mio gemere la sua voce mi intima a dire….. “dillo puttana!! Dillo quanto puttana sei!” Sono pervasa dall’eccitamento e da quel senso di timore che fa parte del mio carattere, ma il mio desiderio è grande che gemendo urlo che voglio essere consumata dai cazzi di tutti, chiamo il loro calore , il mio , il nostro, acclamo l’uscire dell’istinto animalesco, urlo che voglio essere sommersa dalla sborra, dalla piscia dagli umori del branco in calore. Sento il mio master , si lui! Lo sento inebriato dall’assoluto potere che ha su di me, lo sento, lo vedo col cazzo in mano che con gli altri se lo sta segando, sento il suo godere nel vedermi fottuta , nel sentirmi gemere, per quel cazzo che mista pompando la figa, per l’altro che mi sbatte il culo , per l’altro che mi soffoca il respiro, gemo, ansimo, mugolo, prendo sborra in viso, sul corpo sui capelli, sono riempita in ogni orifizio e acclamo che mi spacchino che mi aprano, sento mani stringermi i seni, tirarmi i capezzoli, allargarmi le labbra, schiacciare il clitoride, mugolo, gemo, sento il  nostro piacere salire aumentare invadermi la mente, l’anima, il cuore, il corpo, sono con lui, dentro di lui, godo con lui persa in lui. Sento la pipì di ognuno di loro lavarmi il corpo riempirmi la figa ed il culo, quella sua nella mia bocca che si mischia alla sborra lasciatami in viso. Non è fine ma è solo inizio di quel che vorticosamente prosegue, senza frenuli inibitori, senza remore alcune, il mio corpo in balia di spasmi continui, il suo in preda ad un’eccitazione irrefrenabile. Afferra il frustino, sotto l’incitamento a straziarmi, mi prende le bracciale aggancia alla sommità della catena , odo la mia voce urlare, … e quei colpi condurmi alle lacrime, mi aggrappo a lui... si è a lui che sono appesa!… mi tiene ferma!. Tremo, m’irrigidisco ,mi sento percossa da un brivido, invasa dal gelo, “che succede?” mi chiedo, nn l’ha più lui il frustino!! è in mano ad altri, il mio terrore è tangibile, sento la forza animalesca che aleggia….. secco e feroce sulla mia pelle il primo colpo arriva seguito da altri e ancora altri . E’ sempre lui che agisce su di me , lo percepisco lo sento, è il suo passaggio sul mio corpo a lasciare i segni indelebili del mio donarmi a lui, lui artefice, lui che, attraverso ,altri m’invade mi rapisce, si lui che per mezzo di colpi altrui, mi dona il suo regalo. Premio per aver goduto con lui come una troia sa godere, per come lui vuole che la sua puttana faccia. Sulla soglia della porta un viso sta osservando, nn è li per caso, il suo master l’ha portata per offrirla a lui, è una bella ragazza, di aspetto collegiale, portai mocassini le calze bianche una gonna corta a pieghe a quadri grigio/nero ed una camicia grigia, occhi truccati, rossetto rosso in contrasto col viso incipriato, frequenta l’ultimo anno di una scuola superiore di stampo inglese ed ha appena terminato la sua giornata tra i banchi. Accomodata sul pagliericcio, spostando le mutandine bianche, sta mostrando la figa , la camicia aperta evidenzia due piccoli seni ben modellati con i capezzoli grossi ed alti. Il mio master le chiede di frugarsela, di aprirsela , d’infilarsi le dita in figa, nel culo, sotto il suo sguardo, al fine d’eccitarlo, mentre il suo master mi stacca dalla catena, mi conduce al tavolo, mi lega le caviglie alle gambe dello stesso, applicando successivamente ai miei capezzoli due morsetti a vite collegati a loro volta a due lunghe catenelle. Ho davanti ai miei occhi il pagliericcio dove lei è alla pecorina, con la mano sinistra si sta toccando eccitando e acclamando il cazzo , ha le mutande a mezza coscia e la gonna sollevata, nn ha più la camicia ed i suoi capezzoli sono fra le dita del mio master che glieli sta stringendo, sono in calore nel guardare come lui si sta eccitando, lo vedo infilare le dita nella figa di lei, la sento gemere, colo ed ho voglia ,la mia figa pulsa in egual misura. Il suo master le fa scorrere le catenelle tra le gambe ed applica ai suoi seni uguali morsetti applicati sui miei. Siamo collegate da quelle catenelle che si tendono ad ogni suo spasmo, la sento vibrare forte attraverso i capezzoli, la sento eccitarsi percome viene frugata, urlo con lei supplico la stessa cosa,urlo il mio calore, il mio master la sta inculando e poi scopando ,ogni colpo tende i seni, ho voglia e impazzisco al desiderio, “la senti come urlala mia troia? Non si merita il cazzo del suo Signore, non sa goderselo” mi strazio dal dolore che il suo dire mi provoca ……. urlo, supplico, dico “nooooo nn è vero”, lui nn mi sente continua a dire che nn lo apprezzo che non so desiderarlo , che prendo il cazzo di altri ma il suo nn lo so desiderare abbastanza, nn lo merito. E’ il suo dire, il suo penetrarmi con le parole, il sentirlo eccitato, in calore per come la fotte davanti a me, che mi stimola a incitarla a farsi scopare con più foga, a farlo urlare a fargli sentire come le piace il cazzo ,sentire come se lo succhia tra le gambe come se lo infila come lo sbrana. Ogni gemito ogni colpo ogni movimento si trasmette sui miei capezzoli. Sento una canula entrarmi, acqua fredda, gelida che  m’invade. Il branco ha ripreso a segarsi circondandoci, l’eccitamento è in crescita, entrambe abbiamo la vescica piena, la sento urlare, gemere, mentre il mio master le schiaccia la pancia, le tira il clitoride, le labbra, la scopa . Finita l’intromissione dell’acqua il suo master, introduce un fallo al postodella canula, mi slega e il mio viso finisce tra le gambe di lei, schiacciata sulla sua figa, la mia lingua affonda profondo leccandogliela in contemporanea al cazzo che la sta riempiendo. Supplico il bisogno di liberarmi, gocce della pipì dilei fuoriescono sul mio viso sul suo cazzo, lo sento urlare dal piacere. Legata nuovamente alla catena, sento la sua voce “piscia!!, piacia troia mentre la mia cagna si piscia addosso davanti a tutti, siiiii” urla “siiiii così… godoooooo” ed io in contemporanea do sfogo alle mie viscere, in un getto, in uno e più spruzzi espello, prendendo, sul corpo sul viso la sborra di tutti, mi immergo in lui sentendolo godere …stremata mi accovaccio, tremolante abbasso il viso. Pochi istanti dopo, sento il suo raccogliermi, il suo accogliermi tra le sue braccia, il suo baciarmi, stringermi forte ,nn so se piango o se nn ho più neppure la forza di respirare, nn so rendermi più conto di nulla, tranne che siamo Noi uno piccicato all’altro, uno dentro all’altro uno per l’altro. Nn c’è più nessuno attorno a noi, fatta una doccia, recuperate le forze ,siamo a casa , lui ed io abbracciati , uno sopra l’altro, ridiamo e ci baciamo, ci coccoliamo, ci stringiamo, ci regaliamo momenti di dolce intimità di dolci effusioni. Tra un bacio un sorriso un abbraccio contiamo i 290 euro , frutto della giornata.!!!

Nessun commento:

Posta un commento