...due occhi di una dolcezza servile: gli occhi di colei che si inchina al despota Signore e gli tende i polsi febbrili e li vede cerchiare di catene, quasi godendone... Guido Gozzano
Hanno condiviso le mie parole
mercoledì 27 agosto 2014
TU MI APPARTIENI
Tu mi appartieni, lo dici… no, non basta… tu lo dimostri. L’appartenenza è cosa che pochi possono riuscire a comprendere e a vivere. Appartenere, essere una sola anima, essere un solo corpo, sapere come tu possa seguire il mio volere e come io possa compiacermi del tuo rispondere ed eseguire. Non un comando, non un ordine… mai…. solo la mia volontà, il tuo saper esaudire il mio desiderio, come se fosse cosa naturale, come se fosse il piacere non tuo ma mio, come se il tuo raggiungerlo il piacere passasse attraverso di me, come se io potessi disporne, come se io lo gustassi prima, in tutte le sue forme.
Tu mi appartieni, no, non lo dici solo, lo dimostri.
Lo dimostri in ogni tua azione, in ogni tuo pensiero che nasce dal mio, lo accentui quando tu stessa ti accorgi di aver sbagliato e consapevole dici: “puniscimi”. E trovare il piacere nella punizione che io sceglierò per te, in quel dolore che ti chiamerò a provare, quel dolore che tu chiami piacere, che hai imparato a riconoscere come piacere.
Tu mi appartieni, come io appartengo a te, come io sento il tuo concederti solo per donarmi piacere. Tu mi appartieni… no, non lo dici e basta, lo dimostri con il tuo vivere, vivendo attraverso di me e solo per me. Gli altri potranno non capire….. gli altri potranno biasimarti, gli altri potranno chiamarla follia, ma i tuoi occhi si illumineranno nell’estasi del piacere, quando sentirai che io, quella appartenenza, l’ho saputa riconoscere… e di questo ne faccio orgoglio.
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