Il piacere.... come posso rinunciare al piacere che tu provi, come posso negarmelo e non amarlo, per come lo conquisti, per come lo provi, per come bagna le mie dita, il mio corpo. Quanto tempo per donartelo, quanto tempo per fartelo conquistare, per fartelo comprendere. Il silenzio delle emozioni, il calore delle parole, l'attesa di un uomo che ha riconosciuto quello che altri non avevano saputo guardare, il desiderio che cresce perchè viene alimentato come se fosse un bonsai da curare e rendere perfetto. Un suiseki che sa come tagliare i piccoli rami del suo bonsai e renderlo perfetto. Vedere come si proteggono le radici dal caldo e dal freddo, come si controllano le foglie, come la forma che è nella tua mente la rivedi poi in quel bonsai. Vederti trasformare, vederti essere creta da modellare, essere capace io, di ascoltare il tuo respiro, riconoscerlo, avvertirne le sfumature.... C'è qualcosa di più bello di vedere il piacere negli occhi dell'altro? C'è qualcosa di più magico di vedere un corpo trasformarsi e conquistare il piacere, quel piacere desiderato voluto, che sembrava nascosto chissà dove nella tua anima? Sapere com si trasforma il corpo e come ne sgorga il piacere.... guardare il tuo sesso, vederlo pulsare, vedere gocce di piacere che colano lentamente, fino a conquistare quella soglia, quel godimento che tu non credevi possibile... e sentirti ripetere ... ancora ancora, golosa e mai sazia del piacere. Le braccia ti stringono, ti avvolgono, non ti lasciano respirare.... mi dici stringimi, abbracciami, mi dici toglimi il respiro.... come se fossi preda di quel desiderio che costruiamo insieme. La pelle che sente la pelle, gli occhi che guardano gli occhi, le emozioni che chiamano emozioni come se fossero sorelle che si ritrovano dopo anni di solitudine.
Stringo il tuo seno fino a farti male.... lo stringo così forte che io stesso ho timore di vedere il dolore sul tuo viso.... ma non vi è dolore... ne nasce il piacere, il desiderio di essere usata, di sentire come le mie mani sanno prenderti, usarti, goderti.... i capezzoli stretti, compressi tra le mie dita, stuzzicati, torturati. Morderli piano, succhiarli e vederli crescere, vedere come in essi il piacere si riconosce. Il miele cola lento sui tuoi capezzoli, li copre, sottili fili d'oro che li rendono preziosi e la mia bocca che va a succhiarlo, a raccoglierlo, la mia lingua che sembra innamorarsi di quel miele che così perfetto si unisce ai tuoi capezzoli. Il dolce del miele sembra restare sottopelle, sembra non volersene andare e la mia lingua sembra scavare per cercarne le ultime tracce.
Ricordi le tue paure? Ricordi il tuo essere incredula? Ricordi come sembravi bambina di fronte a me, come se tutto non fosse mai esistito, come se tu stessa fossi rinata oggi, davanti a me? Non è possibile provare il piacere come tu dici... ricordi come lo sostenevi? Ricordi come eri fredda di fronte a quel pensiero? Ed ora sei davanti a me, le tue dita che hanno imparato a cercarti, a goderti.... apri il tuo sesso come per lasciarmi osservare il tuo intimo, come se non vi fosse più nessuna vergogna... aperta, esposta, nuda, indifesa di fronte allo sguardo, a quegli occhi che ti accarezzano, che sentono le vibrazioni, che le avvertono, se ne compiacciono. Le dita scivolano piano, come se fossero diventate esperte... come se anticipassero le mie.... le mie che arrivano a donarti il piacere, le mie che aspettavano questo momento, le mie che vogliono raccogliere quello che loro spetta come merito. Sai come ti so accarezzare, hai scoperto carezze che sembrano stilettate al cervello... carezze che sembrano sconvolgere il tuo corpo... Mai avresti immaginato di affidare il tuo corpo, di lasciarlo essere strumento prezioso da suonare, come se lo avessi lasciato gestire ad abile suonatore che sa cavarne melodie nascoste, uniche, suoni che nessuno ha saputo ascoltare... ed il piacere arriva... sgorga violento, senza tregua. inonda le mie dita, le bagna, le avvolge, sento le contrazioni del tuo ventre, come se volesse mangiarle quelle dita, come se le risucchiasse dentro di te.... il tuo orgasmo, come mai lo avevi provato, come mai credevi fosse possibile... ed eppure è questo... così vivo, così violento, così forte.... così indimenticabile. Ecco... non esiste altro piacere se non quello di vedere il tuo.... ecco... in quel momento comprendo come possa essere effimero il mio... come possa sentirmi io stesso trasformato nel gustare il tuo.... è vederlo impossessarsi di me, vedere come mi sorprende, la gioa che dona al mio di piacere.... portranno comprendere mai gli altri uomini quello che io provo di fronte al tuo orgasmo, di fronte al tuo piacere? potranno mai comprendere la pazienza di guidarti perchè questo accada? E le altre donne avranno la stessa fortuna? Potranno pensare mai a cosa potrebbe provare il corpo, la mente, l'anima, il ventre di fronte a quel piacere conquistato così? Quante volte ti ho detto: tu mi appartieni, quante volte ti ho detto che quel piacere io lo dono a te come se fosse il donarti il mio "me stesso" ed ora mi ritrovo a scrivere queste parole per te, sperando che tu le legga, sperando che tu possa dirmi.... Sono la Tua Puttana.
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