Hanno condiviso le mie parole

sabato 28 gennaio 2012

TI FIDI DI ME?


“Ti fidi di me?...”
Secondi di silenzio… Mi fido?...
“Si….” La mia voce tremante, lo sguardo abbassato. Non riesco a fissare i tuoi occhi. Mi ipnotizzano. La mia anima è tua. Il mio corpo è tuo. Hai guardato dentro di me… hai visto Lei… quella che io ho sempre nascosto, al mondo, agli altri, a me.
“Non farai nulla di quello che non vuoi….”
“Ma tu sai che lo vuoi. Sai che io ti condurrò. Sulle strade delle tue fantasie… quelle che mi hai sussurrato paurosa di un giudizio che non ci sarà. Io non ti giudico lo sai. Ti faccio scoprire quello che sei. Quello che vorresti dentro di te ma non hai il coraggio di esternare. Ti ho solo preso per mano e accompagnato. Tutto quello che oggi avverrà è tutto quello che mi hai sussurrato.”
La tua voce è calma dolce suadente. Ma alo stesso tempo trasmette forza. Non ammette bugie. Io lo so che non riuscirò a mentirti. Lo so che ti ho confidato le mie fantasie più perverse ed ora ne ho paura. Ma sono qui. Tu mi avevi avvisato. Io ti conosco ora. Mi hai detto. Se decidi di incontrarmi sarai quello che sei. Ci ho pensato tanto ma ora sono qui. Tutto di te mi confonde. Mi confonde come sai guardarmi dentro. Come sorridi del mio imbarazzo. Come mi accarezzi per farmi forza. Come mi chiami la mia dolce puttana.
“Abbiamo giocato tanto noi due…. Mi hai regalato la tua eccitazione… i tuoi orgasmi… Io ho sentito le tue dita accarezzarti, violarti, farti male. Hai eseguito imiei ordini… Mi hai fatto volare con le tue fantasie… ora sei qui… Sarà solo realtà…”
Le tue mani sui miei capelli una carezza fugace. Prendi la mia mano e ti seguo nella stanza buia. Lo so che hai chiuso il sole fuori apposta. Lo so che la tensione che senti sulla mia pelle ti eccita. Ti avvicini al tavolo. Accendi la lampada. La luce calda si stende sugli oggetti disposti in perfetto ordine sul piano. 
Un collare di pelle nera con il gancio per il guinzaglio.
Le polsiere di pelle.
La catena.
La benda di seta nera.
Le tue mani sulle spalle mi spingono verso il tavolo. I miei piedi si erano impuntati in mezzo la stanza. Mi sembra di vederlo il tuo sorriso quando sfiori le mie braccia e senti la pelle d’oca.
“Toccali, immagina le sensazioni che ti daranno sulla pelle…. Immagina cosa potrà accadere. Lo hai sognato. La tua mente lo ha usato milioni di volte per aiutare il tuo piacere….. non avere paura…”
Le mie mani tremano ho paura ma tanta voglia di sentire il cuoio sulla pelle… la seta sugli occhi. Sfioro la benda…. Lascio i polpastrelli sentire la seta che scivola… Non so se mi piace o la odio. Quando l’avrò sugli occhi il non vedere cosa ci sarà intorno mi farà sentire più forte e cancellerà parte delle mie paure ma ne accenderà altre…. I pensieri si accalcano nella mia mente vedo gli uomini e le donne usate nelle mie masturbazioni affollarsi per diventare il mio presente. Cosa succederà?.....
Le polsiere… pelle nera e cinghie…Tu dietro di me … le tue mani percorrono le mie braccia nude fino ai polsi e li stringono come se fossero lì ….. qualche secondo il tempo di immaginare come sarà….. Il freddo della catena….. e il collare….. Lo prendo in mano…. Pesante duro e il tintinnio della medaglietta attira la mia attenzione. “l’ho fatto fare per te….” Il tuo sussurro nell’orecchio.
“la mia dolce puttana” sono le lettere che brillano sulla medaglietta…. Mi fai abbassare la testa… Il collo nudo… lo accarezzi….poi appoggi il collare. Lo fai scorrere sulla pelle. Non è necessario ma tu vuoi la mia piena coscienza di ogni secondo. Vorrei che fosse veloce. Vorrei poter sapere cosa accadrà. Ma non me lo dirai. Come se leggessi i miei pensieri… “Ti fidi di me?” di nuovo quella frase…..
“Lo sai che se vuoi finisce qui…. Lo vuoi?”
Lo so se dicessi di no ti deluderei… non voglio deluderti…. E poi….
“Si… continua….” Le parole della mia bocca.
Stringi le cinghie quasi troppo strette. Sento le dita passare tra il collare e la mia pelle. Abili, esperte. Mi chiedo quante volte l’hai fatto. Quante altre hai accompagnato ed educato. Basta!! Ci sono io ora qui. Muovo il collo dentro il collare…. Che strane sensazioni.. Un fremito di piacere… è quella che le sovrasta tutte. Mi dai tutto il tempo. Mi guardi muovermi nel mio nuovo accessorio e so che leggi la mia eccitazione. I minuti passano e io lo sento ormai parte di me. Ti avvicini di nuovo. Guardi le polsiere e mi accenni un sorriso… Le mie braccia nude sono tese verso di te. Le tue mani che le legano strette sui miei polsi.
“Sei bellissima…”
Mi spingi davanti allo specchio… Il vestito da sera nero lungo, il collare e le polsiere… ricordavo una delle tante foto che ho visto sulle slave… Non mi ero accorta che non c’eri più. Ero affascinata dall’immagine che lo specchio mi rimandava. Una sedia.. la poggi dietro di me. Mi ci fai sedere. Stai giocando con le palline cinesi.
“perché quello sguardo? Hai paura? Le hai messe tante volte per me…..”
Sei in piedi davanti a me oscuri l’immagine dello specchio. Cominci a tirare su l vestito e a scoprire le mie gambe…. Le calze autoreggenti il tanga nero ora tutto esposto. Allarghi le mie gambe, mentre continui a giocare con le palline. Ti sposti quello che serve per farmi vedere lo specchio. Sorridi del mio sguardo stupito. “Guardati. Hai paura di quello che sei. E’ questo quello che sei. È questo quello che vuoi.”
Dallo specchio un corpo esposto. Gambe spalancate il sesso in vista se pur coperto dal tanga ma spudoratamente volgare e invitante. I segni di sottomissione al collo e ai polsi.
“Non chiudere le gambe… Non sei più tu che decidi lo sai…. Continua a guardarti. È quello che sei… è così che ti voglio….”
Solo silenzio per un tempo lunghissimo in cui i miei occhi e il mio cervello si abitua e accetta l’idea che l’immagine che vede sono io. O meglio è Lei che da sempre vive in me e che appariva solo in rarissimi momenti….. Mi porgi le palline… “Indossale. Ti voglio eccitata. Sempre pronta. Qualsiasi cosa succeda…..”
Le prendo dalle tue mani ormai lo so non potrò più dire no oggi… e per sempre… Scosto la stoffa del tanga e allargo le labbra. Il contatto con l’acciaio è sempre una sorpresa per quanto lo conosca non riesco a resistere al brivido che mi provoca. Spingo la prima pallina dentro di me… Il mio sesso la risucchia… non credevo di essere così eccitata…. La paura.. la tensione avevano sovrastato l’eccitazione….
“volevo che le indossassi per farti bagnare…. Ma vedo che non serve…. Sei splendida mia dolce puttana…. Metti anche l’altra dobbiamo andare……”
Andare? E dove? Io credevo rimanessimo qui... Spingo l’altra pallina dentro… la tensione dei miei pensieri su quello che ho appena sentito mi hanno fatto stringere i muscoli e devo forzare un po’ per farla entrare… Oh no…. Appena la seconda pallina tocca la prima ….. è subito orgasmo… Le sfere all’interno rotolano sulle pareti di acciaio e sulle mie…. Fitte di piacere direttamente al cervello…. Le mani strette sui braccioli e le gambe ….. un immenso sforzo per tenerle aperte…. Lasci il mio respiro tornare normale…. “andiamo…”
Sei un bastardo lo sai che il momento più difficile sarà alzarmi… lo sai che avrò un altro orgasmo… te l’ho raccontato milioni di volte….. poi la consapevolezza. È proprio questo che vuoi… Non pensare alle palline! Non ci pensare! Concentrati su altre sensazioni! Non dargliela vinta. Si lo so che è quello che dovrei fare ma come? Sento dentro di me quelle maledette palline che rotolano ad ogni mio movimento. Ed ora devo alzarmi… i miei muscoli appena usciti dall’orgasmo e terribilmente sensibili… non posso non posso. 
“muoviti! Non voglio fare tardi” sei sulla porta e mi guardi. Mi tiro in piedi spingendo sui braccioli. Le palline impazzite dentro di me rotolano si urtano. Le gambe non mi reggono… devo appoggiarmi alla sedia… un nuovo orgasmo è in arrivo… Mi lascio andare non ce la faccio. Lascio l’orgasmo appropriarsi della mia mente e dei miei sensi… Sento le tue braccia cingermi i fianchi e accompagnarmi verso la porta mentre io cerco di ritornare sulla terra…. Un bacio mi sfiora le spalle nude… Poi il terrore, la coscienza… mi sta portando fuori con il collare e….
“si… uscirai così” rispondi alle mie domande prima ancora che le formulo. Hai sentito la mia resistenza…
“Aspettami qui..” torni al tavolo e afferri la catena e la benda. Quando mi arrivi vicino le fai sfiorare sulla mia pelle. Brividi… Piacere? Paura? Non so più nulla… “ora possiamo andare…”
Alla macchina mi apri la portiera e mi fai sedere. Mi allacci la cintura come se fossi una bambina. 
La tua tenerezza in questo gesto mi fa scendere le lacrime dagli occhi … forse perché so che sarà l’ultima della serata… ma forse mi sbaglio…
“dove andiamo? “ provo a chiedere dopo un po’….
Non mi rispondi .

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