Hanno condiviso le mie parole

sabato 28 gennaio 2012

IO E EROS


Una volta compreso che il Silenzio e il Vuoto sono la Via, l’unica Via, stare con se stessi diventa un gioco da ragazzi. Si impara a diventare estranei a noi stessi, al nostro Io, a non commentare le cose che ci capitano, a osservarle e basta. L’estraneità attiva le risorse interiori, che hanno il sapore dell’energie primordiali, e quindi di Eros, il signore più antico dell’Universo. Così nella vita, quando viene a trovarci l’Amore, sotto qualsiasi forma, dobbiamo imparare ad accoglierlo. Ecco cosa mi scrive Elisa: "Sono sposata, ho 38 anni e sono apparentemente felice. Ho conosciuto un altro uomo che mi ha fatto perdere la testa, completamente, che mi ha fatto conoscere l’amore vero, che mi ha permesso di provare piacere senza sentirmi in colpa, che mi ha dato emozioni intense, cosa che non accade con mio marito. Premetto: da bambina ho subito delle molestie sessuali da un familiare che mi hanno fatto vedere l’amore e il piacere come qualcosa da fuggire, legato a maltrattamenti se non fisici almeno mentali. Con queste sensazioni facevo l’amore con mio marito. Poi è arrivato quest’uomo e da due anni abbiamo una relazione; non riesco a lasciare mio marito, non ci riesco, non voglio fargli del male... Il mio problema è che adesso sul lavoro ho conosciuto un’altra persona nei confronti della quale provo un’attrazione fisica incredibile, ricambiata. Tutto ciò mi ha mandato in crisi, sono confusa, sto male, penso di non essere in grado di amare veramente. Mi sento sbagliata, non posso accendermi così per un uomo e poi magari finisce tutto. Sono disperata perché penso di fare del male alle persone che mi vogliono bene e di tradire due volte.
Io ed Eros: la lotta Tutta la lettera di Elisa è una lotta con le forze erotiche che la vogliono sorprendere, possedere, che vogliono prendere il sopravvento sulle sue certezze e il suo Io che, stupito, la fa sentire “sbagliata”, le dice che le cose non devono andare così, che sta penetrando nel Regno del Male, dove si feriscono gli altri, dove ci si sente confusi, dove ci si perde.
L’Io è un grande ingannatore: non è capace di parlare, di godere, di gioire, di soffrire senza ragionarci su, senza programmare, senza ricordare, senza chiamare in causa il passato. Ed ecco Elisa che, mentre racconta di un amore che “coinvolge tutti i sensi”, subito ripensa alle molestie sessuali, che giustificano l’assenza di Eros col marito. In realtà il suo Io, pieno di condizionamenti e di identificazioni, aveva semplicemente scelto l’uomo sbagliato, quello con cui quella “magia senza tempo” che è l’Amore non poteva fluire, sgorgare. Elisa non si rende conto che un giorno la grande attrazione, nonostante la violenza sessuale, è arrivata, l’ha cercata e l’ha presa per mano… Mai cercare risposte nel passato per ciò che accade adesso, mai spiegare le attrazioni, mai commentarle. L’estraneità è il regno giusto per Eros: l’assenza di commenti, di paragoni, di ricordi è il compagno di viaggio ideale per l’amore. Men che meno l’amore ama i progetti: anzi li detesta.
C’è un momento nella vita in cui tocca a noi: sì, tocca a noi essere nudi di fronte alle forze che vengono a trovarci. Nudi significa: senza avere niente da dirsi, senza dover scegliere, ma semplicemente accogliendo senza alcuna resistenza ciò che ci travolge, che ci sgomenta. Perché mai una gioia così grande, come quella che ha provato Elisa, dovrebbe trasformarsi in dolore? Certo, se vogliamo essere protagonisti tutto si complica e ancora di più se collochiamo l’Amore nel tempo, nel passato e nel futuro… Guai a dare ordini a Eros, guai a guidarlo: il Dio dell’energia primordiale, del piacere sconosciuto detesta il futuro e ancor più detesta l’ordine. Le passioni vengono per portare disordine, per sgominare la nostra vita arida, ordinata, programmata, strutturata. Così era la vita di Elisa prima che arrivasse la grande attrazione, prima che Eros la chiamasse a scoprire il lato misterioso della sua anima. Il Dio voleva mostrare a Elisa di che cosa era capace, da quali orgasmi poteva essere posseduta, quale donna (e quindi quale Dea) covava sotto la cenere della vita matrimoniale normale.
Una fortuna negata Il nostro Io vuole domare gli Dei che lo abitano e ancor di più quando lo sorprendono. E allora cominciano a imperversare quei nemici di Eros e dell’anima che sono i ragionamenti: «Faccio del male a mio marito? Vado a vivere con l’altro? Che ne sarà della mia famiglia? Ci sono abbastanza soldi per separarsi? Che razza di persona sono?». Tutti ragionamenti che gli Dei detestano, che Eros rifugge come fossero piovre che lo vogliono divorare, inghiottire, soffocare. Del resto l’Io si sbaglia quasi sempre. Non dice forse Elisa, all’interno della lettera, «sono sposata e apparentemente felice?». 
L’Io si innamora dell’apparenze, le crede vere, scambia le abitudini per felicità, mentre si addormenta, crede di vivere… Detesta i lampi di luce, le sorprese di Eros, l’abbandonarsi al piacere “senza sensi di colpa”; mentre Amore detesta i nostri pensieri, che non appartengono al suo mondo incantato. L’amore si addice al regno della fiaba, della magia, dell’incanto. Quando i ragionamenti intervengono Eros si allontana. Raramente torna dopo essere stato calpestato dal tormento dei pensieri. Per Elisa invece è tornato, portandole l’attrazione per una terza persona. Elisa pensa che sia un problema: il suo Io, anziché ringraziare come una benedizione il ritorno di Eros, si sente in crisi, sta male e pensa «di non essere in grado di amare veramente». Le manca quello stato di estraneità che annienterebbe il suo Io e che le farebbe dire: «Guarda, l’amore è venuto a cercarmi ancora, e con più forza». Si è dimenticata che Eros non può coesistere col giudizio.
Eros vuole curarci Perché viene Eros? Cosa vuole da noi? Cosa vuole fare di noi? Perché Eros è venuto a trovare Elisa? Per liberarla dai pensieri di morte che ossessionavano la sua vita: da anni avvertiva pensieri ossessivi sulle malattie che avrebbero potuto colpirla, aveva paura di morire. Eros l’aveva curata e guarita da un male dell’anima e le aveva insegnato nuovi modi di vivere, di amare, di stare con gli altri. Quando Elisa non ha più giudicato se stessa, quando ha accettato di lasciarsi portare dall’Amore, i pensieri di morte se ne sono andati. Questo voleva Eros: curarla.

Nessun commento:

Posta un commento