Hanno condiviso le mie parole

venerdì 27 gennaio 2012

LA MIA NUOVA VITA di Anonima


La mia nuova vita … 
Era nato tutto per caso … una frase in una chat, un argomento estraneo alla maggior parte della gente che frequentava quella stanza e per questo mi aveva colpito, le sue parole ben studiate, la padronanza dell’argomento, non le solite cazzate sul sesso facile. 
Uno scambio di persona, si all’inizio pensavo fosse un nick camuffato, come avviene spesso in chat, un nick nuovo per una persona che conoscevo già, e così tutto è iniziato e la mia vita da allora non è stata più la stessa. Le notti passate in chat aspettando solo lui, poi la prima telefonata, il primo incontro veloce, la paura di non piacere, la paura di non essere alla sua altezza o peggio di deluderlo in qualche modo, ma nulla, nulla ha cambiato la mia vita come quel lunedì, passato completamente persa tra le sue braccia, completamente affidata anima e corpo al mio Padrone. 
Faceva freddo quella mattina, non erano ancora le 8 ed io ero già per strada vedevo il respiro caldo uscire dalla mia bocca e farsi nebbia nell’aria ghiacciata ma avevo le mani sudate, la voglia di incontrarlo di nuovo, l’eccitazione che non mi aveva fatto chiudere occhio la notte, adesso la sentivo ovunque sul mio corpo, lo stomaco sottosopra dall’agitazione non mi aveva permesso neanche di fare colazione e ora camminavo svelta nel freddo con lo stomaco in preda al panico. A passo svelto fino alla stazione, ecco non mi ha vista nessuno! 
Il treno …… 
La paura di poter incontrare qualche conoscente …. La paura che qualcuno leggesse nei miei occhi la mia destinazione. 
Poi la telefonata : sto prendendo il treno, ti aspetto alla stazione! 
Ricordo ancora le dita tremanti mentre componevo quel numero che sapevo a memoria. Come era bello sentire la sua voce calda e tranquilla, sembrava riscaldarmi l’anima. Lui era sempre così sicuro di quello che mi ordinava di fare ed io seppure tremante eseguivo i suoi ordini.Questa volta non mi aveva detto nulla su cosa dovessi indossare e cosa no, ma sapevo che a lui piaceva trovarmi nuda sotto i vestiti, avevo arricciato i capelli come piaceva a lui, trucco impeccabile, nessun profumo sulla mia pelle se non il mio naturale. 
Eccomi arrivata … in pochi minuti la stazione affollata di gente si era svuotata, i ragazzi che andavano a scuola, gli uomini in giacca e cravatta che si avviavano verso gli uffici, gente comune ognuno coi suoi pensieri, ognuno che non guardava più in la del proprio naso e poi c’ero io ferma sul marciapiedi che mi agitavo nervosamente nell’attesa. Ricordo di aver iniziato a salire e scendere sulle punte dei piedi, a torturare con le dita il biglietto del treno che avevo ancora in tasca, minuti interminabili, l’attesa … l’attesa lunga, ansiosa, avevo dentro di me un turbinio di sensazioni, emozioni che si rincorrevano, che si facevano strada dentro il mio cuore, invadevano il mio corpo e si impossessavano della mia anima ………… 
Cosa facevo lì? Quella domanda continuava a ritornare nella mia mente in modo prepotente, ero una donna sposata, una madre, eppure contro ogni mio pensiero c’era lui, lui che aveva saputo leggere la mia mente, ascoltare la mia anima, sensazioni mai neanche lontanamente immaginate, eppure non era la prima volta che l’incontravo, avevo già tradito, ma era per curiosità, per noia, lo avevo sempre fatto perché il sesso con mio marito non mi dava più nulla di nuovo. E allora perché ero lì, perché seguivo i suoi ordini? Era proprio questo … 
Lui mi dava degli ordini, lui era il mio Padrone, ed io? Io ero la sua schiava. 
Eccola la sua macchina, finalmente la mia pace 
I nostri occhi si sono subito incontrati e il suo sorriso mi ha rassicurata. 
Come sei bella Laura … sono le uniche parole che ricordo, poi la nebbia, nebbia fitta nella mia mente, non so se mi abbia baciata, toccata, non ricordo la sua voce, le sue parole, ero come rapita dai suoi occhi, dalla felicità di essere accanto a lui, accanto al mio Padrone che sapeva essere così dolce e così duro con me da rapirmi e legarmi a se senza nessuna catena. 
Eccoci a casa tesoro. 
Giacomo aveva prenotato un piccolo appartamento poco fuori città, un ingresso, un angolo cottura con salottino, una camera da letto e il bagno, tutto arredato Ikea, ricordo di averlo notato subito. L’appartamento era caldissimo entrando avevi quasi l’impressione di svenire dallo sbalzo di temperatura che c’era con l’esterno. Come era bello stare lì con lui, non avevo più nessun timore, nessuna paura, nessuna vergogna … in un attimo le sue labbra furono sulle mie, le sue mani intorno ai miei fianchi, sotto il mio maglione bruciavano sulla mia pelle. Mi condusse al centro della stanza da letto reggendomi dolcemente per il gomito. Prese il foulard rosso che tenevo al collo e rigirandolo tra le mani me lo fece scivolare sugli occhi bendandomi. Nervosamente mi voltavo cercando di percepire la sua presenza, lo sentivo girarmi intorno, avvertivo il suo respiro nella stanza percepivo il suo sguardo sul mio corpo. Ad un certo punto più nulla, nessun rumore tranne quello del mio cuore impazzito che sembrava volermi schizzare dal petto, e poi la sua mano calda sulla mia guancia, sul mio collo, giù lungo tutta la schiena e poi la sua voce, finalmente la sua calda voce che mi dava ordini: Alza le braccia 
In un secondo il mio maglione fu via. Lui fece scorrere ancora la mano fino a percorrere con un dito il collo, la nuca, le spalle, per poi raggiungere con movimenti lenti il mio seno iniziando a giocare con i miei capezzoli, era una tortura e un piacere infinito allo stesso tempo. Lui toccò il primo bottone dei miei pantaloni, ci giocò un attimo, avvertì la mia tensione crescere e fu solo quando capì che trattenevo il respiro che lo slacciò. Il tempo sembrava sospeso in quella oscurità. Lui sapeva di essere percepito. Il suo respiro, le sue mani che scendevano lungo il mio corpo, il suo corpo appoggiato alla mia schiena. Silenziosamente raggiunse il secondo bottone e slacciò anche quello, poi il terzo. I pantaloni si aprirono sulla mia pelle liscia nuda, delicatamente caddero ai miei piedi. 
Giacomo aveva avvertito i miei brividi, la mia tensione, percepiva l’eccitazione che a malapena riuscivo a controllare, il mio respiro era affannoso eppure restavo lì immobile, fiduciosa, obbediente ……. 
Adesso ero completamente nuda dinanzi a lui, e non ne avevo vergogna. Ero pronta, ero arrivata fin lì decisa a percorrere quella strada fino in fondo, a rincorrere quelle fantasie troppo a lungo nascoste a me stessa, che infiammavano la mia mente al solo pensiero. Sapevo di essere nuda, ma più di ogni altra cosa era la sensazione che di lì a poco sarebbe stata spogliata anche la mia anima a farmi tremare. Le dita di lui accarezzarono nuovamente la mia pelle, le spalle, il collo, le labbra sfiorarono i lobi delle orecchie e sussurrarono: 
Sei pronta? 
Neanche un suono uscì dalla mia bocca, ma la mia anima gridava, gridava un si disperato, voluttuoso e lui lo sentì perché le sue mani iniziarono a frugare tra le mie gambe riuscendo a trattenere a stento un gemito di piacere quando le sue dita entrarono in me, quelle dita curiose ed indiscrete farsi largo tra le grandi labbra, dischiuderle, frugare il mio sesso fino a raggiungere il clitoride voglioso di attenzioni e di carezze, sentivo quelle mani solleticare il mio punto più sensibile, avvertire le contrazioni dei muscoli aumentare di intensità, farsi sempre più frequenti... non riuscivo a trattenermi … il mio orgasmo fu devastante, intenso come mai prima di allora, e i miei umori colarono sulle sue dita. 
Era il mio orgasmo... il mio primo orgasmo della mia nuova vita....

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