Hanno condiviso le mie parole

domenica 29 gennaio 2012

MONOLOGO


Mi piaci Sissi.  Sissi… è un bel nome. Elegante e sbarazzino. Proprio un bel nome per un puttana –pardon “accompagnatrice”.  Mi piaci Sissi. Oltre al tuo corpo mi piace l’approccio che hai con la vita. Sei una donna energica, sicura, indipendente. Un lupo mascherato da agnellino. Una falsa donna-oggetto. Quanti clienti hai? Non me lo dici è… ora sorridi come una bambina. Ho studiato una vita Sissi. I miei hanno voluto che studiassi. Quando sei ragazzo pensi: avrò un buon lavoro, una bella casa, una macchina, una famiglia. Ma pian piano cresci, e ti accorgi che forse avrai quello che immaginavi, ma ad un prezzo altissimo. Guardami. Sono un buon avvocato, con dei figli, una villa, molte più macchine di quanto avessi potuto immaginare. Ho un’ottima clientela. Ho una moglie facoltosa, e di buona famiglia. È per questo che l’ho sposata, è un buon partito. O, scusami. Fra le regole dei nostri incontri c’è quella del “non parlarmi ti te – io non chiederò”. Ma voglio proprio dirtelo, che lurida puttana può essere mia moglie. Alle volte penso che le nostre due bambine non siano neanche le mie. Non hanno preso neanche gli occhi di mio padre, poveruomo. La trovo sempre con qualcuno la troia. Dal giardiniere al ragazzo che pulisce le piscine. È contento suo padre che siamo sposati. Sa che sua figlia è ninfomane, ma così salva la faccia. E la figura del cornuto la faccio io. Tutti in paese lo sanno, ma per quieto vivere stanno zitti. Ma mi sta anche bene, fare la figura del marito cornuto. Quando il vecchio tirerà le cuoia, e non penso ci vorrà troppo dati i due bypass, prenderò tutto in mano io. I fratelli di mia moglie sono degli inetti, uno persino si buca. Mi dispiace per il vecchio, un uomo tutto d’un pezzo, di quelli lavoratori. E pensare che aveva ereditato un piccolo casolare da suo padre. Ora possiede mezza valle. E l’altra e mezza gli deve dei favori. Sorridi eh, Sissi… ti annoia parlare vero? Di solito la tua “linguetta” la usi per altre cose eh?! Hai ragione… ma con quello che ti pago per dio, fai almeno finta di ascoltare. Sarà tutto mio: le case, le imprese, le tenute. Ma a che prezzo?  Di vivere molti anni della mia vita con quella vacca di sua figlia. Di dormire nello stesso letto. Di mangiare alla stessa tavola. Di averle giurato eterno amore davanti al signore. Non che abbia mai creduto troppo, ma il buon vecchio dalla barba bianca che sta su nei cieli non manderà giù facilmente la mia più grande bugia, il mio matrimonio. Per non parlare poi di quelle due piccole viziate. Hanno preso tutto dalla mamma. Non hanno nemmeno tredici anni, eppure non mi stupirei troppo nel vederle a novanta gradi, o a fare chi sa che cosa. Quando vogliono qualcosa mi salgono in braccio e mi fanno le fusa. Forse neanche una puttana eroinomane riesce a vendere meglio il suo corpo per qualche spicciolo. Alla loro età giocavo ancora con i soldatini e gli indiani… cazzo che tempi… e tu ci ritorneresti bambina, Sissi?
“Papino mi compri questo” quello e quell’altro. La madre le riempie di regali inutili. E non posso metter bocca. Vuole che siano sempre “avanti”,dico, rispetto alle loro coetanee. Faranno la fine della madre, si ecco, ti ho detto quello che penso. Beccano molti più regali di te piccola mia, considerato il gran successo di pubblico che riscuoti da queste parti. Aspetta aspetta, non alzarti, rimani ancora un po’, finisciti la sigaretta in pace. Ti sembro patetico, è?! Sembro uno di quei vecchi patetici del cazzo, che ti mandano a prendere dagli autisti, che ti chiedono “dimmi che mi ami sissi, mentre lo facciamo”, e durano si e nò due minuti. Non è vero?
Stupida bambina presuntuosetta ora mi ridi persino in faccia?! Potrei essere tuo padre!. E nella vita perbene sono un avvocato di successo. Sai cosa mi piace di te Sissi, è il potere che hai sugli uomini. Ho studiato molto per arrivare dove sono arrivato. Ho mandato giù tante cose. Forse, a causa delle mie scelte ho causato la morte di qualcuno. Eppure tu, dal tuo metro e settanta di altezza, e dall’aria di una bambina spaesata, riesci a fottere un uomo molto meglio di me. È una dote naturale. Forse l’hai ereditata da chissà quale zia. Non hai studiato giorni e giorni cose con la consapevolezza di sprecare il tuo tempo. Hai affinato le tecniche dell’antica arte amatoria. Come dare piacere.  Io e te siamo della stessa pasta tesoro. Avvocato e puttana. Tu usi il tuo corpo per arrivare ai tuoi scopi, io la legge. Tu usi le unghie, le labbra, il profumo. Io i codici e le leggi. Sorridi è, Sissi. Ti ho portato un regalo. Si tratta di qualcosa che non ti aspetti. Non è il solito orologio di Bulgari. Il concierge ha l’ordine di portartelo in camera quando esco. Non essere curiosa. È un piccolo amico, che ti terrà compagnia. Gli potrai confidare di tutto. È discreto, ha gli occhi blu e non sporca. E saprà essere affettuoso proprio come fai tu: in cambio di qualcosa. La nostra ora è scaduta. Lo so che sei discreta e non vuoi dirmelo… ma… “altra ora altra corsa” vero cheri? Poi devi anche farti un bella doccia, che allontana anche i pensieri cattivi. E mettere a posto i capelli, e lo smalto rosa sulle unghie. Dammi la tua mano calda, voglio baciarla.
Per un po’ non penso ti chiamerò.  Non che sia rimasto deluso del servizio, anzi… ottima prestazione. Ma… è che voglio riflettere sulla mia esistenza.  Un giorno potrei decidere di rapirti. Ti prendo e ti porto via. Io e te, su una spiaggia chissà dove. Niente lavoro per nessuno. Solo un’esistenza immersi nella natura. E magari in quei luoghi potremmo veramente trovare noi stessi. Potremmo tira su famiglia e… non lo so neanche io.
Ciao cheri, un bacio, a presto.
Dino Velvet, 2006

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