Un masochismo "come se"..... Resta da capire perché le donne sono così compiacenti e perché si presterebbero a tanto. Qual è il loro tornaconto nella vicenda visto che il loro, se la nostra tesi regge, è un masochismo in prestito, un masochismo per procura. Senza sottoscrivere la tesi del masochismo femminile, ma per comprendere perché le donne si comportano "come se" fossero masochiste, bisogna scandagliare il rapporto delle donne col desiderio e l'angoscia che attribuiscono all'Altro (cioè alla persona che per loro riveste questo ruolo, il partner o chi altro). Più che essere masochiste le donne corrono il rischio di cadere nel masochismo perché sono troppo interessate (e dipendenti) dal desiderio dell'Altro. Essere troppo occupate da ciò che l'altro desidera, da quello che lo fa godere e (a causa dell'intreccio di cui abbiamo detto prima tra godimento, desiderio e angoscia) da ciò che provoca la sua angoscia, le pone in una posizione di dipendenza di carattere masochista. Le donne si interrogano sul godimento dell'Altro e, nel farlo, rinviano il problema del proprio. Il fatto di essere così tanto occupate di questo ha, evidentemente, una ragione, un tornaconto personale: credere di poter riuscire ad occupare un posto di oggetto (a), cioè un posto elettivo nel desiderio dell'uomo; cercare di sapere ciò che l'altro desidera serve, indirettamente, ad individuare il posto dell'oggetto del suo desiderio. L'angoscia in quanto punta del desiderio, in quanto segnale del suo culmine è perciò in questo processo estremamente interessante perché rivela il desiderio dell'Altro. In questo senso si può dire che le donne hanno di mira l'angoscia dell'Altro perché nell'angoscia si rivela qualcosa che le interessa molto. La cosiddetta passività femminile indica questa posizione rispetto all'Altro, una posizione di oggetto "a" che, paradossalmente, richiede una grande energia per essere occupata. Le donne con tendenza masochista si prendono un po' troppo per l'oggetto "a" dell'uomo. Le donne partecipano del fantasma perverso, ne sono tentate e può capitare che si prestino anche ad agirlo se incontrano, ad esempio, un vero sadico piuttosto che un nevrotico animato da fantasmi sadici. Il culmine dell'angoscia coincide col momento in cui l'oggetto cade, e questo come ho detto prima, è quello che avviene nel rapporto sessuale un attimo dopo l'orgasmo: il pene diventa flaccido; l'angoscia si acquieta per un attimo quando compare l'oggetto a, il pene molle. Ma una donna che cade sotto i colpi di un uomo violento può impersonare proprio un oggetto fallico che si affloscia. La scena di un corpo che si affloscia al suolo sotto i colpi dell'ira (e dell'angoscia) di un uomo ha un'indubbia presa immaginaria tant'è che capita di vederla rappresentata con grande frequenza al cinema, ad esempio. E' una sequenza che traduce una scena fantasmatica in cui lo spettatore si identifica in genere con la vittima, cioè con quest'oggetto umiliato ma così potente da generare la violenza irrefrenabile di un uomo. La violenza, col suo carico di eccitazione orgastica e di piacere ottenuto per vie sostitutive e perverse, produce un alleggerimento dell'angoscia e in molte coppie funziona come l'unico modo di agire una forma di sessualità, una specie di medium per arrivare all'altro, per obbligarlo a manifestarsi, a costo di farlo esplodere.
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