Hanno condiviso le mie parole

venerdì 27 gennaio 2012

OLTRE di Eowyn

Il primo colpo si abbatte come una rasoiata sulle sue teneri carni, come se qualcuno le avesse lacerato la pelle, il dolore è bruciante e intenso, sembra insopportabile. Apre la bocca per prendere una boccata d’aria e questo sembra portarle un leggero giovamento. “Uno” dice con voce rotta ma riesce a non emettere alcun gemito … “due … tre … quattro”, le frustate sono sempre più forti e dolorose ma la forza d’animo e l’orgoglio le impediscono di gemere, riesce ad imporre a se stessa di dire solo il numero del colpo “venti”... finalmente pensa che questo dolore atroce è finito ma improvvisa arriva un’altra frustata “ventuno” è già preparata a riceverne altre senza protestare minimamente per il fatto che lui ne avesse menzionate solo venti.
La donna è in piedi, davanti alla finestra che dà su un giardino spoglio a causa dell’autunno inoltrato. Guarda la luce dell’imbrunire che, in queste giornate grigie e spente, sembra arrivare sempre prima. Si muove leggermente, spostando il peso da un piede all’altro, come in preda al nervosismo, ad un’eccitazione sottile e persistente. A tratti si volta e getta uno sguardo al suo cellulare, sa che è acceso e che se dovesse squillare lo sentirà, ma non può impedirsi di cercarlo con lo sguardo come in attesa che l’oggetto prenda vita. È in ansia, si chiede costantemente:”Perché non telefona?”; vuole, desidera quella telefonata eppure la teme … Sa che quella telefonata agognata e paventata arriverà quanto prima, ma vorrebbe che almeno l’attesa terminasse per poi poter pensare al seguito.
Rivede con gli occhi della mente il momento in cui il suo Padrone le aveva detto:”Questo weekend dovrai superare un altro limite piccola … dovraiseguirmi oltre” … Non sa quale limite voglia farle superare questa volta … sa solo che come sempre Lui la guiderà con il fisico e con la mente … ma sa anche che per lei sarà difficile superarlo, molto difficile ma che dovrà riuscirci, che vorrà riuscirci per la felicità del suo Padrone. È solo questo che ormai conta per lei; rendere felice, orgoglioso il suo Padrone ha a priorità in questo momento della sua vita.
Drinnn … drinnn … ecco, il telefono sta squillando. Si volta di scatto … con mano tremante prende il cellulare e con un sussurro risponde. Sente la voce del suo Padrone calda, profonda, dolce e severa al contempo … quella voce che le riempie l’anima.
“Ciao cucciola … sei pronta per questa sera? Ci troviamo al solito posto … preparati con cura, mi raccomando … ti voglio bellissima e curata come sempre. Indossa il vestito da sera, quello lungo che ti ho regalato io, le scarpe con il tacco alto e, ovviamente, niente intimo … a dopo piccola!!”.
Come sempre non le ha dato nemmeno il tempo di rispondere … ha ordinato … ha ordinato perché sa che è questo che lei vuole, sa che è questo ciò di cui lei ha bisogno. Il suono secco della sua voce che le dà ordini è, per lei, come un interruttore che viene premuto nella sua testa; automaticamente da donna forte e decisa si ritrova ad essere la schiava, creta nelle mani del suo Padrone, pronta ad eseguire ogni ordine, a sopportare ogni umiliazione, pronta a sopportare le punizioni che Lui vorrà donarle, pronta ad offrire tutta se stessa, corpo e mente, ben conscia che solo questo le porterà felicità.
È pronta da alcuni minuti, in anticipo come sempre, si guarda allo specchio con aria critica:”Gli piacerò? Sarò come Lui mi vuole? Riuscirò a soddisfarlo?”. Questi pensieri e mille altri affollano la sua mente ogni qualvolta che deve incontrarsi con il suo Padrone; questa insicurezza la fa diventare ancora più indifesa nei confronti della crudeltà mentale che, a volte, un padrone ha verso la sua schiava per temprarla, per farla crescere insieme a lui. Ecco è giunto il momento di andare, afferra la piccola borsetta da sera e corre verso la sua auto. È felice, ansiosa, curiosa, eccitata ed impaurita, una paura sana e buona che la mette in uno stato di attesa vigile e consapevole, che le fa temere e desiderare il momento in cui verrà messa alla prova, che le darà la forza di superarla e renderla orgogliosa di esserci riuscita.
Lo vede, vede la sua macchina con i fari accesi, un colpo sordo al cuore, colpo che avverte tutte le volte, un segnale di gioia e di emozione, perché è questo che lei cercava disperatamente ed è questo che Lui le dà. 
emozioni allo stato puro.
Sale in macchina, Lui l’accoglie con il suo bel sorriso e lei , che si considera una ragazza normale, né bella né brutta, ancora non si capacita del motivo per cui quell’uomo bello ma soprattutto affascinante e colto abbia potuto sceglierla come sua schiava; le risulta ancora incomprensibile ma è grata al destino per questa fortuna.
“Ciao piccola … sei bellissima lo sai? Vedo che come sempre hai obbedito ai 
miei ordini. Brava la mia piccola. Fammi vedere sotto il vestito piccola cagna, su!!!”.
Il repentino cambiamento del tono della voce è per la ragazza come uno schiaffo sul viso, le mozza il respiro, le fa aumentare le pulsazioni del cuore... ecco ciò di cui ha bisogno.
Con mano tremante alza il vestito per far vedere che sotto non porta intimo, lo guarda e sa. Lui non ha bisogno di chiederle altro. Sa già cosa deve fare per il suo Padrone, allarga le gambe il più possibile per fargli vedere il suo sesso che tende ad aprirsi come un fiore per l’eccitazione, sa di essere già bagnata e sa che Lui ama vederla così eccitata, che ama avere una piccola cagna eccitata per le mani.
Con la mano si avvicina al proprio sesso, lo sfrega dolcemente per raccogliere gli umori, infila un dito poi due, li muove sempre più veloci; sa che Lui la sta osservando, ammirato dalla sfacciataggine con la quale si masturba davanti a Lui … ricorda come erano difficili le prime volte per lei riuscire a farlo e come adesso le venga naturale farlo per Lui, solo per Lui.
Poi lentamente sfila le dita dal proprio sesso e le porta al viso, ormai le basta un Suo sguardo per sapere ciò che deve fare; è come soggiogata da quello sguardo, una volta acceso l’interruttore lei dimentica ogni pudicizia, ogni vergogna … ma solo per Lui. Annusa il proprio odore e poi, piano, infila le dita in bocca, succhia e lecca via tutti i suoi umori; sa che Lui adora vederle fare questo e è orgoglioso della sua piccola schiava.
“Basta, basta così per adesso piccola” così le dice il suo Padrone mentre le accarezza il viso … è sempre così, dosa dolcezza e durezza in modo superlativo da farla impazzire di gioia. Lei resta in silenzio per tutto il tragitto, non sa cosa l’aspetta né può immaginarselo, sicura solo di avere ancora molti limiti da superare.
La macchina si ferma davanti ad un teatro, si comincia a preoccupare sapendo che il suo vestito è praticamente trasparente, lasciando vedere benissimo che è senza intimo; non pensava certo di dover andare a teatro, immediatamente pensa che tutti vedranno che è nuda sotto … ecco uno dei suoi limiti, la paura di essere guardata, il pubblico la spaventa, non è esibizionista e Lui lo sa …
La fronte le si imperla leggermente di alcune goccioline di sudore, il cuore palpita più veloce, Lui si volta a guardarla e le sorride dolce e sicuro.
“Sei contenta cucciola che ti porto a teatro? Hai sempre detto che ami il teatro, volevo farti una bella sorpresa”.
Esce dalla macchina e le apre la portiera, galante come sa esserlo Lui; lei tentenna ad uscire ha paura, una paura forte e irrazionale.
“Allora vuoi deciderti ad uscire cagna?”. La frase è pronunciata a voce non troppo alta ma abbastanza perché le persone vicine si girino ad osservare a chi erano dirette quelle parole dure ed offensive; è piena di vergogna ma sa che deve uscire. Esce dall’auto con un movimento fluido,leggero; in piedi sembra una statua, il vestito la fascia completamente non lasciando nulla 
all’immaginazione, la gente la guarda bisbigliando, immagina cosa stanno dicendo di lei, che è una poco di buono a presentarsi a teatro praticamente nuda.
Lui la guarda sorridendole dolcemente, le sfiora una guancia con una mano e lei capisce subito cosa vuole. Testa alta e busto ben dritto, portamento altero, cammina al suo fianco come una regina, sicura di sé, ma soprattutto fiera di essere ciò che è la sua cagna, la sua schiava!!!
“Brava piccola, non mi deludi mai”, le sussurra all’orecchio e questo le basta per dimenticarsi di tutto e di tutti ed essere felice.
Adesso è tranquilla, seduta nel loro palco si sente più serena, lì nessuno la vede almeno, capisce che è questo il limite di stasera, un limite che può superare tranquillamente. All’improvviso però un pensiero si insinua nella sua mente... mai essere certa del proprio Padrone. Lui glielo dice sempre, mai dare per scontato nulla e subito capisce che la serata non è ancora finita.
Iniziano a seguire l’opera, è rapita dalla musica come sempre, sente il suo sguardo su di lei, la osserva, felice di ciò che vede una giovane donna bellissima e dolcissima che, volontariamente, si è consegnata nelle sue mani per potergli dare il massimo del piacere, per poter essere sottomessa dalla sua mente, dalla sua volontà e soprattutto felice di farlo. All’improvviso si avvicina all’orecchio della ragazza e le sussurra:”Cagna in ginocchio subito e prendimelo in bocca, non devi fare nulla, solo tenerlo nella tua bocca fino a che lo dirò io!!”.
Lei sussulta, è impaurita e imbarazzata, ha paura che dai palchi vicini o che persone con i binocoli possano accorgersi di quello che deve fare, ma nonostante questo non le viene mai in mente l’idea di dire NO, non lo faccio. Ubbidiente e felice di esserlo si gira, si inginocchia davanti al suo Padrone, prende in mano il suo sesso e se lo infila in bocca, gioiendo della sensazione di avere la bocca piena fino in gola del sesso del suo Padrone.
“Brava la mia puttanella – si sente dire – Adesso rimarrai così fino alla fine dello spettacolo, sei la mia piccola cagna,lo sai??”.
Lei pensa che sarà durissima rimanere in quella posizione così a lungo, sente l’odore del sesso del suo Padrone che dalle narici le arriva al cervello, dove esplode provocandole fitte di piacere tra le gambe socchiuse, sente che si bagna sempre di più, sente i suoi umori colarle sulle gambe. 
Ogni tanto le domanda se sta bene in quella posizione:”Come va piccola? È faticoso?” e al suo cenno di assenso “Non importa, vero troietta? A te piace stare così per me, vero?”. Lei non può altro che assentire perché è vero, lei adora sentirsi usata ed umiliata in quel modo, solo così si sente desiderata ed importante per il suo Padrone, perché è questo che Lui vuole ed è questo che lei vuole dargli tutta se stessa da usare a suo piacimento.
Qualche minuto prima dell’intervallo le ordina di alzarsi e di seguirlo al bagno, è interdetta ma come sempre non dice nulla e lo segue docile, sempre con quel suo atteggiamento fiero da schiava, ma con gli occhi bassi a testimoniare la sua sottomissione all’uomo che le sta davanti.
Arrivati davanti alle porte dei bagni lei sta per infilarsi in quelli femminili, ma viene subito fermata da un comando secco:”Seguimi cagna!”. Adesso trema, deve andare nel bagno degli uomini; è terrorizzata dalla vergogna e dalla paura che qualcuno possa dire qualcosa, non sa cosa fare ma sa che deve ubbidire; lo segue titubante non osando guardarsi intorno, sente che ci sono persone dentro e che la guarderanno. Lui entra in un bagno e la fa entrare dietro di sé, nessuna parola non un sorriso, il suo sguardo è duro e deciso.
“Appoggiati alla parete, sbrigati!!”, appoggia le braccia aperte alla parete davanti a lei, sopra la tazza del wc, allarga le gambe per stare meglio in equilibrio.
Lui le solleva il vestito, ammira la rotondità delle natiche, le accarezza piano pregustando ciò che sta per fare; lei ha paura, ha paura di aver intuito ciò che il suo Padrone vuole fare, le frustate, ecco un altro dei suoi limiti... è terrorizzata dal dolore. “Adesso piccola schiava dovrai provare qualcosa di nuovo” le dice “ma guai a te se sento anche un solo gemito uscire da quella bella bocca, hai capito? Per ogni gemito che farai verrai punita ulteriormente, hai capito?”.
Lei sussurra un sì appena percepibile e all’improvviso sente un colpo arrivarle sulla natica destra, un doloro bruciante ma sopportabile. “Signore ti ringrazio” pensa “non mi sta frustando, usa solo le mani, quelle posso sopportarle”.
Le vengono somministrati almeno una trentina di ceffoni sulle natiche a forza crescente, il dolore si mischia al piacere di sentirsi così umiliata e sottomessa; il suo sesso gronda umori sulle cosce spalancate ed istintivamente sporge il sedere all’infuori come per offrirlo alle mani dell’uomo.
“Non penserai sul serio che sia finita qua,vero puttanella??”. La sua voce dura e crudele la riporta alla realtà, si rende conto di dove è e che tutti gli uomini possono sentire cosa le viene fatto; sente un sibilo all’improvviso, un sibilo sinistro che fende l’aria. “Adesso dovrai contare cagnetta. Ti darò venti colpi e tu dovrai contarli a voce alta e chiara e guai a te se fai un gemito!!”.
Il primo colpo si abbatte come una rasoiata sulle sue teneri carni, come se qualcuno le avesse lacerato la pelle, il dolore è bruciante e intenso, sembra insopportabile. Apre la bocca per prendere una boccata d’aria e questo sembra portarle un leggero giovamento. “Uno” dice con voce rotta ma riesce a non emettere alcun gemito … “due … tre … quattro”, le frustate sono sempre più forti e dolorose ma la forza d’animo e l’orgoglio le impediscono di gemere, riesce ad imporre a se stessa di dire solo il numero del colpo “venti”... finalmentepensa che questo dolore atroce è finito ma improvvisa arriva un’altra frustata “ventuno” è già preparata a riceverne altre senza protestare minimamente per il fatto che lui ne avesse menzionate solo venti.
Invece finisce... la ventunesima sferzata è stata solo un test che lei ha superato brillantemente, lo può capire dal sorriso soddisfatto del suo Padrone. Tutto finisce all’improvviso come era iniziato, sente la sua pelle arrossata e dolorante, segnata dai colpi ma questo la rende felice e orgogliosa, vorrebbe che tutti vedessero quei segni, perché sono il segno dell’appartenenza al suo Padrone.
“Girati” … la ragazza si gira con gambe malferme … “siediti sulla tazza adesso, sai cosa devi fare”. “Oddio – pensa disperata – ti prego questo no, non ci riuscirò mai. Posso sopportare il frustino ma non riuscirò mai a fare pipì davanti a lui e lui lo sa bene. Perché vuole umiliarmi così a fondo quando sa benissimo che non ci riuscirò mai? Abbiamo provato tante volte ma non ci riesco…”.
È preoccupata, non sa come fare e mentre cerca una soluzione lui le afferra i capelli, la tira verso il suo sesso e glielo spinge fino in gola, la sta scopando in bocca adesso. Lei sente i conati di vomito che l’afferrano, cerca di divincolarsi ma è stretta a lui e non ci riesce. “Toccati la fica piccola cagna, cerca di fare pipì mentre ti procuri il piacere e il tuo Padrone sta per venirti in gola”.
Comincia a toccarsi. Il fatto di sentirsi così degradata in un bagno pubblico, con uomini che sicuramente immaginano cosa le sta succedendo, la consapevolezza di essere un oggetto, amato e desiderato ma pur sempre un oggetto, le fa esplodere lampi nel cervello; prova piacere allo stato puro, dimentica tutto e tutti, sente solo quel cazzo che le sta violando la bocca e il piacere che si sta donando con le proprie mani, ecco all’improvviso l’orgasmo, mentre la pipì comincia ad uscire dalla sua fica spalancata sulla tazza... prima delle goccioline e poi come una fontanella … nello stesso momento sente il piacere del suo Padrone scoppiarle nella gola …Un momento bellissimo per lei, ha soddisfatto in pieno le aspettative del suo Padrone, lo sa bene ma non può impedirsi di guardarlo negli occhi e di implorarlo silenziosamente di dirle qualcosa … di dirle se è stata abbastanza brava, se è riuscita ad essere come lui voleva.
“Sei fantastica cucciola, non avevo dubbi, non ne avevo mai avuti. Tu sei la mia schiavetta adorata. Alzati adesso, torniamo a vedere il resto dell’opera”.
Sa che adesso deve superare l’ultima prova. Uscire da quel bagno in disordine, accaldata, violata, fustigata e umiliata ma immensamente felice e passare davanti a tutte quelle persone che la guarderanno con compassione o forse con invidia; invidia perché quello che lei ha provato in quei momenti, quelle emozioni così intense e forti, così totali forse loro non le proveranno mai chiusi nei loro falsi moralismi e nei loro pregiudizi. Lei no, lei ha superato quella barriera tempo fa e adesso può passare a testa alta, fiera ed orgogliosa di avere il sedere segnato dai colpi del suo Padrone, perché quello è il segno che la distingue, perché quello è il segno che afferma che lei ha scelto … ed ha scelto di andare oltre!

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