Hanno condiviso le mie parole

venerdì 27 gennaio 2012

ZENHA di Yomo


Oggi è il gran giorno, avrò il mio primo "incontro" bdsm con "Zenha", padrona conosciuta in chat con cui ho iniziato un rapporto online da pochi giorni, nemmeno due settimane! Dopo una prima cena di conoscenza, eccoci, un po' di pazzia in tutto questo c'è, ma è bello. Sono nervoso, lo so non dovrei esserlo, ma lo sono. Mi faccio una doccia e sono così tanti i pensieri che mi affollano la mente, le speranze, che non riesco a metterci ordine. Sono così in trance che rimango sotto la doccia più di trenta minuti, tanto che il bagno ormai è un bagno turco. Ok mi vesto e preparo. Salgo in macchina l'oretta di viaggio in macchina passa in un lampo, la radio è accesa ma non la ascolto, ora ho un vuoto nella mente mi sento sospeso.
Arrivo, telefono, dall'altro lato del telefono "Zenha" che mi aprirà la strada al mondo bdsm. La sua voce è come sempre squillante el il suo modo di sorridere unico.
Sono sotto casa sua, salgo le scale ho il cuore che pulsa come dopo una corsa.
La porta si apre e mi sorprende, ho uno scatto indietro per il piccolo spavento. Ciao, ciao ci salutiamo amichevolmente.
Mi fa strada in casa, non riesco a guardarmi in giro, gli occhi al pavimento. Alle parole, questa è la sala giochi, un groppo in gola. Non so dove guardare vedo ma non guardo, solo alla fine avrò sensazione di dove io sia. Ci sediamo, un bicchiere d'acqua e scambiamo due parole.
Cosa vuoi fare? Mi chiede.
Continuiamo a parlare o giochiamo?
Io dico, non ricordo, credo scegli tu... ma dentro di me c'era una voce che gridava GIOCHIAMO! Il respiro si fa più accelerato, lei ha notato il mio nervosismo, lo sono. Mi dice vai di là e spogliati, quando sei pronto ritorna. Io vado a spogliarmi e scioccamente chiedo mi spoglio di tutto?.... la risposta non può che essere affermativa e io lo sapevo già, ma era per dire due parole, per rompere il silenzio della stanza. Ritorno da lei, nudo. Entro e non so dove guardare, non riesco a sostenere il suo sguardo, guardo in alto, io non mi guardo, il mio imbarazzo è forte. Sento le sue mani cingermi il collo e farmi indossare il collare. Il collare che tante volte ho sognato! Sì ora era al mio collo! Il cuore impazziva e avrei voluto farlo sentire, non so cosa ho sussurrato... l'emozione mi spegneva la parola. Da quel momento sono "ufficialmente" il suo slave.
Oggi non uso il guinzaglio, a quelle parole mi sono un poco spiaciuto, avrei voluto subito gettarmi ai suoi piedi a ringraziare a mostrare al guinzaglio il mio totale abbandono ai suoi voleri. Ma questi pensieri mi passano in un lampo, mi fa girare, immagino mi guardi dice sei un bello slave, io non so cosa dire vorrei ringraziare ma la mia bocca rimane cucita sopraffatta dalla gioia, siediti lì mi dice. Io guardando a terra senza guardare i suoi occhi, non potrei sostenere il suo sguardo, mi siedo. Sento il freddo dello schienale, mi sento bene.
Ora ti bendo dice.
Da quel momento il mondo sarà buio, per i miei occhi, un sollievo che la padrona ha voluto darmi, ora il mio sguardo non avrà problemi, imbarazzi, grazie padrona! Sento le sue mani sul mio petto, le gambe, è una sensazione piacevolissima, incredibilmente amplificata dalla benda. Ho quasi spasmi a certi muscoli addominali sfiorati dalle sue dita. Il mio respiro si tranquillizza, la musica rilassante sottofondo aiuta, mi sento a mio agio. Le carezze, i pizzicotti ai miei capezzoli sono delicati, non immagino quale spettacolo possa essere io, io mentalmente continuo a ripetermi, bello… bello… bello...
Sento la sua presenza, le sue gambe mi sfiorano è così bello a tratti si siede su una mia gamba, il contatto mi toglie respiro! Il mio cercar di rimanere calmo, il mio cercare di percepire ogni rumore ha uno strano effetto, sono eccitato, ma dall'esterno non si direbbe, mi sto spiacendo di questa cosa non riesco a capire, sono eccitato ma forse è un'eccitazione particolare indescrivibile. Non so cosa possa pensare della mia non erezione la padrona, ma ora questi pensieri mi sfiorano solo, la sua presenza, le sensazioni che mi regala ben presto occupano tutta la mia mente. I momenti di assenza temporanea pochi secondi in cui non sento il contatto con la padrona, mi sembrano interminabili e aumentano di un poco la mia tensione calata sotto le sue attenzioni. La mia mente si chiede cosa succederà ora, sarà ancora qui?
Ecco sento delle mollette, pinzette sui mie capezzoli, alla domanda rispondo che non mi arrecano dolore anzi è un dolce pizzichìo.
Le carezze proseguono, mi sto sciogliendo. Sento una goccia fredda, sul momento non capisco! Mi chiedo cosa succede? Ecco sento un cubetto di ghiaccio! Wow, non me lo aspettavo, la sensazione del freddo con la mia pelle riscaldata dall'eccitazione, il cubetto di ghiaccio passa sul petto le spalle, sui fianchi dove sento più forte la sensazione e quasi il mio corpo si ritrae, poi anche sulle labbra. I cubetti di ghiaccio si susseguono e anche sulle parti intime, il piacere sale. Un cubetto sotto il piede destro mi fa salire dei brividi. Altre mollette con amorevole cura sono state messe anche lì, sul mio sesso, ma non solo mi pare di sentire un elastico ma le sensazioni sono lievi, non è stretto e dopo poco di questo non avrò traccia fra le mie sensazioni. Sentivo le dite della padrona lavorare sul mio pene, la sensazione particolare, non riesco a capire cosa stia facendo sento come lo stimolo della pipì... credo stia toccando la fessurina del glande, ma la mia mente sta già volando sento come se fossi sospeso.... il buio amplifica la sensazione di sospensione. Sento le sue dita su me ora, in faccia sulle labbra, le bacio le lecco.... sono spinte nella mia bocca, sento il gusto di quello credo sia il mio sesso, le succhio. Sto respirando solo con la bocca la gola è secca e quasi come se la padrona lo sapesse mi spinge un cubetto in bocca, mi dice succhialo, io mi disseto con quel cubetto, vorrei ringraziare la padrona ma col cubetto in bocca ho paura di non riuscire a parlare, rimango muto. Questo lo uso per frustare... e sento un oggetto indefinibile passarmi sulla pelle, è duro rigido mi sembra. Sapere che è l'oggetto, il mezzo con cui vengono inferte le punizioni mi mette in pochino in tensione, ma mi piace sentirlo saperlo presente e pronto in caso di un mio errore. Ora cosa sento? Un accendino ho udito! La poca saliva che ho in bocca mi scende piano in gola. Sento un calore vicino al mio viso, ed ecco alcune gocce calde sulla mia pelle... trattengo per attimi il fiato, pensavo facesse bruciare di più, invece il caldo subito si raffredda, la sensazione è particolare, come piccoli pizzicotti. Sento la cera sui capezzoli, sulla pancia. Ma dopo un poco, dopo avermi fatto spostare in avanti sulla sedia, sento la cera scendermi all'attaccatura delle cosce. Quindi anche il mio scroto è al centro dell'attenzione della candela... lì la sensazione è due volte più forte, ma la cera è maggiore, la sento colare. Il bruciore è più forte ed infatti trattengo il fiato... e reclino indietro la mia testa. Sento una corda ora che mi sfiora.... la pancia... ora sono sensibilissimo, lo sfiorare è quasi un solletico e stimola i miei muscoli a ritrarsi da soli
La mia mente per un secondo si preoccupa, per un secondo mi dico, ora mi lega, sì mi sta per legare, anzi forse lo vorrei, ma poi ripenso no non sta per legarmi, lei mi ha detto che non verrò legato questa volta. Svuoto la mente da questi pensieri e mi abbandono al dolce tocco della corda. La sento passare dietro la schiena, scorre, mi scalda. Me la sta legando alla vita, non posso vedere il nodo e come è disposta, mi sento solo cingere. Sento avvicinarsi la padrona, le sue gambe fra le mie, il profumo dei capelli ora lo sento come mai prima l'ho sentito. Sento avvicinarsi la bocca, un morso, due, altri morsi. Sì vorrei essere mangiato vivo, vorrei dirlo, vorrei sussurrarlo, ma sono troppo impegnato a sentire la mia pelle tirata fra i denti. Lo strappo delle prime mollette mi sorprende.... penso che qualche pelo se me sia andato... la padrona mi ripulisce anche dalla cera, sento le sue mani lavorare, tirare sui peli. Mi chiede di alzarmi, per un secondo quasi il mio equilibrio viene meno, sarà il buio, o le sensazioni che si susseguono a farmi girar la testa. Mi lascio condurre, mi sento al sicuro con lei, un agnellino nel suo ovile. Mi inginocchio, e poi mi adagio su un divanetto morbido. Fin troppo comodo per me, è premurosa la padrona con me. Mi chiede come stia, io per un momento, la gola secca e il mio lungo silenzio, la bocca sopra il cuscino, beh la mia risposta è soffocata che non si sente. Un colpetto sui miei glutei mi risveglia, ma è un colpo gentile. Ora mi sta carezzando i glutei. Sento avvicinarsi la sua bocca alle mie orecchie e chiedere... sai ora la tua padrona che fa? Alla mia mente sono passate tante immagini diverse, dal graffiare la mia schiena ad usare la mia schiena come foglio da disegno per la cera, ma quello che mi starà per dire non lo immagino! Io dico no signora non lo so. Lei la tua padrona vuole vedere il buchetto del suo slave. Io non rispondo, sento un po' di nervosismo quella zona è "inesplorata". Ma non lo dico, cerco di rilassarmi. Mi rilasso. La padrona si è allontanata, ma sento uno schiocco 
come di guanti di lattice. Cerco di mandare giù la mia poca saliva. Sento bagnarmi il buchetto con un liquido e poi le dita indagatrici della padrona accarezzare. Sento spingere un dito, sento allargare, mi rilasso. Sento spingere, non mi fa male né brucia. Non capisco se sia un dito o di più, ora mi sento allargare deve essere più di un dito! Poi sento un oggetto più freddo e duro, mi dirà poi alla fine essere una candela. Questa entra ed esce, sento un piacere a me sconosciuto salire, sento stuzzicata la prostata. Non ricordo quanto sia durato questo, ma sentivo muoversi il mio sesso da solo a quel dolce movimento, delle contrazioni non controllabili.
Essere in mano completo alla padrone esaltava questo piacere.
Ora mi chiede di girarmi sulla schiena, quasi ho paura di cadere, così come ero perso dalla situazione.
Mi giro.
Il cuscino morbido mi sostiene la testa.
Devo alzare il bacino... la corda che mi cingeva ora viene fatta passare anche in mezzo ai glutei, posso solo immaginare con la fantasia dato quello che sento una specie di cintura, che mi lega fianchi passa fra i glutei e chiude davanti sul mio sesso. La corda spinge sul buchino e questo mi procura ancora quella sensazione piacevole di poco prima, sento il buchino aprirsi e chiudersi da solo.
Ora mi stendo bene.
Ci sono attimi di pausa non so cosa stia per accadere.
Sento l'ordine della padrona, succhia. E non faccio in tempo a rispondere che sento la dolce morbidezza del suo seno appoggiato alla mia bocca. La mia lingua è secca, ho continuato a respirare dalla bocca. Succhio, lecco, cerco il capezzolo, lo sento, è stupendo poter leccare la padrona. Un seno poi l'altro. La saliva ora mi sta tornando! Si stacca di nuovo e dopo un poco sento il rumore di un elastico dentro di me spero sia quello delle sue mutandine. Sto sognando!
Quando sento le parole, ora prova a leccare questo.
Ho solo in mente di dover dare il maggior piacere alla padrona che tante emozioni e sensazioni mi ha regalato fino a questo momento! Sento le sue gambe ai lati della mia testa, si abbassa, vorrei soffocare fra le sue gambe. Lecco, la mia lingua cerca di entrare cerca il clitoride, il sapore della padrona è così buono, un nettare insperato. Quando si stacca da me vorrei dire no ti prego no voglio darti massimo piacere, voglio essere riempito dal tuo piacere.
Mi alza le gambe ho le ginocchia in alto premute sul petto, ora la sento strofinare sopra di me, lì dove c'è la cintura di corda. Mi avvinghia, sto gioendo.
Sento il respiro della padrona diventare più affannoso e ritmato. Io ho le braccia lungo i fianchi, vorrei stringere i suo fianchi carezzare la sua schiena, ma io non ho il coraggio, volevo, volevo ma non mi sono permesso, non so se è permesso fare di testa propria in quei momenti allo slave. Quando ero ancora sulla sedia mi disse ora non muoverti e così penso, non devo muovermi nemmeno ora non mi ha detto stringimi, i miei desideri non contano ora.
La padrona sta provando piacere! Si stacca da me, dopo poco sento aprirsi un rubinetto. Torna. Mi fa alzare. Mi leva la corda-cintura.
Ora anche la benda, la luce mi sembra forte quasi uscissi da un buio eterno. Il viso sorridente della padrona è per me piacere puro, il dono più bello, il mio premio. Ora lei si siede sul divano e mentre fuma io le faccio un dolce massaggio ai piedi e gambe con dell'olio. Le mie mani scaldano la sua pelle mi emoziono a vedere e toccare la padrona, lì in ginocchio a terra a massaggiare le sue estremità è per me un onore. Seguo la musica nei massaggi, dei tuoni di un temporale sembrano accompagnare la mia la sua la nostra esperienza.
Mi impegno, sto sudando pur di far bene il mio lavoro.
Non oso alzare lo sguardo oltre il ginocchio, solo per un attimo, un secondo, preso dalla curiosità, lo alzo. Vedo la padrona distesa ad occhi chiusi, gioisco, il mio massaggio deve piacere! La posizione in ginocchio mi ha fermato la circolazione delle gambe ma non oso interrompere quell'attimo di relax della padrona.
Solo una folata di vento che spalanca la finestra interrompe quell'idillio.
Dentro di me scatta la paura però, se ora mi chiede di alzarmi ed andare a chiudere la finestra? Come faccio, non le ho detto che ho le gambe addormentate, non riuscirei ad alzarmi in piedi, cadrei di sicuro a terra come un sacco di patate! Non dico nulla, non mi muovo, per fortuna è lei ad alzarsi e chiudere.
Non so cosa sarebbe successo se avessi detto, padrona non posso. Anzi per un attimo ho anche pensato, se dico non posso mi dovrà dare qualche frustata e dopotutto anche quella possibilità forse non mi spiaceva del tutto. Ora rimango seduto un attimo a terra.. mi viene levato il collare, ora sono di nuovo un "libero" tornato il sangue alla gambe vado a rivestirmi e darmi una sciacquata. Sono felice, sorridente, tanto che parliamo ancora io e la padrona ora tornata "Zenha" a cui posso dare del tu. Non vorrei più andarmene, ma devo.
Salutata "Zenha", scendendo le scale penso già alla prossima volta, aspirando a provare altre nuove sensazioni. Sta piovendo forte, salto il cancello della casa che ho dimenticato di aprire, sono pieno di energie positive, non sento né la pioggia né null'altro!
La mia prima esperienza bdsm è stata talmente dolce e piacevole che mai avrei immaginato!
Grazie "Zenha"…..

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