Hanno condiviso le mie parole

domenica 12 febbraio 2012

A GIULIA

Sono innamorata di te, ma non ti amo. 
Una frase che per anni è tornata puntuale nei miei pensieri, trasformata in domanda, senza avere una risposta in merito al suo significato. Una frase pronunciata da una donna che voleva legarsi a me e che aveva rifiutato l’ipotesi. Ti amo, ma non sono innamorata di te.  Molti anni più tardi il destino ha cambiato l’ordine degli addendi di questo assioma che ha ben poco di matematico. Una frase pronunciata da una donna che voleva legarsi a me e che aveva rifiutato l’ipotesi. Non sarà matematica, ma è certo che cambiando l’ordine delle parole dette, stravolgendone il significato, il risultato non è cambiato. Con il culo per te c’ero la prima volta, con il culo per terra ci sono finito la seconda. No. Nessuna disquisizione filosofico esistenziale. Rinuncio. Sono diacono dell’Amore e per rispetto rinuncio. Rinuncio a qualunque tentativo di spiegazione. Mica dovrei darla io. Dovrebbero darla quelle due donne, così differenti tra loro, così simili tra di loro. Ma tu…. Tu te le trovi o te le cerchi? Lo so, la domanda è fin troppo banale, scontata. Forse le attiro, se non sono complicate, e di che tinta, non mi interessano, non fanno breccia. E’ emblematico che le frasi siano opposte e che abbiano avuto la stessa sorte. Storie diverse, nate da situazioni completamente diverse, vissute a centinaia di chilometri di distanza. Eppure con lo stesso risultato. Passi per la prima volta. Uno resta disorientato dalla frase, non lo nego. Vacilla sotto il peso di una frase che sembra banale e che nasconde il mistero dell’Amore. Ne esci fuori a fatica, passa una vita a domandarti il perché, come se quella frase fosse un ritornello che piomba all’improvviso tra le pieghe della memoria. E’ come sentire all’improvviso le filastrocche della nostra infanzia. Di colpo. Oh che bel castello, Marcondino Dirindello…. Non sai perché ci capita, come mai salta prepotente. Lo stesso la frase che non ha mai avuto spiegazione. E la seconda? Bhe, quella merita un’analisi maggiore perché è più subdola. Si potrebbe ammettere che la donna che l’abbia pronunciata sapesse poco dell’Amore. Potrebbe, perché no. O forse potrebbe essere stato solo il modo per dire: io non sono capace di amare. Una storia lunga, una storia nata da un pomeriggio in una chat line di internet. Cos’è una chat? Un luogo etereo e virtuale, imprigionato da uno schermo di un pc dove vi si affacciano persone per parlare, cercare conoscere. Ce ne sono di diverse, centinaia. A tema, per età, per categoria, per appartenenza “tifaiola” e “pallonara”, hobby, vocale e pure visiva.  Ci si va per fare quattro chiacchiere, dicono tutti, in realtà (poi smentitemi ma tanto è così) è per cercare, per trovare qualcosa che possa annullare la nostra insoddisfazione reale. Il virtuale che ci da una mano a vincere la realtà, a digerirla, cambiarla, ingannarla. Milioni di storie, milioni di avventure, conoscenze, scambi di opinione, ognuno con la sua storia con i suoi ricordi, con le sue avventure. Non voglio fare un’analisi della chat. E’ un mondo che mi affascina perché permette di conoscere, di vivere, anche se nel virtuale. Carpire il pensiero della persona che sta dall’altra parte del monitor a centinaia di chilometri di distanza, o forse appena al piano di sotto, tanto è strano il mondo del virtuale. Resta un modo per conoscersi, fare amicizia. I tempi cambiano, tutto si modifica e tutto si trasforma. Si va sempre più di fretta, si perde il piacere del dialogo, del cercarsi di persona. Ci si affida più a chat ed email, posti delle nuove generazioni mentali per entrare in contatto tra esseri umani. Già perché a pensarci bene c’è un altro posto che ti permette così tanto? La discoteca? Tra flippati e rumore il solo dire ciao ad una persona sembra un’impresa. E’ solo un esempio per dire come il mondo cambi. Una volta mi ricordo, ero ragazzo dei primi anni dell’Università, si andava in centro, si faceva lo struscio, si occhiava la donna, la si seguiva con lo sguardo, poi il giorno dopo le si sorrideva e si ammiccava. Nel giro di una settimana si osava sempre di più fino a cercare per forza il contatto fisico l’uno di fronte all’altro per conoscersi. Una scusa banale (umhh quella di chiedere l’ora era vergognosamente banale) ma era un segnale, come bussare alla sua porta: dipendeva tutto dalla sua risposta e capivi che quella settimana di sguardi, ammiccamenti e sorrisetti aveva sortito l’effetto sperato. A volte lo vedevi dalla sua faccia: ti fulminava come per dire: ehi bambino levati dalle palle, a volte era un sorriso che sembrava illuminarti. Come ci si conosce al mondo d’oggi? Uhm, difficile la risposta, molto difficile, occorrerebbe essere filosofi e sociologhi per almento tentare di darne un paio di risposte. Medici scelgono medici o infermieri (pochi i pazienti che possono ricadere nell’interesse), avvocati che scelgono avvocati o segretarie. Negli uffici pubblici c’è più scelta, specie se sono quelli ricchi di personale infinito. Una sorpresa continua. Thò chi è quella? Ma come, è quella del terzo piano. Ma dai….non mi dire, ed è nuova? No, lavoro qui da sette anni. Ma l’offerta è limitata: in fondo si tratta di simili che attraggono i propri simili. La chat è un mondo diverso. Dentro ci trovi di tutto: ragazzini, adulti, liberi professionisti, casalinghe annoiate, intellettuali, politici (e si pure quelli e mica pochi!), disoccupati. Credo che siano poche le categorie escluse. Camionisti e giostrai sono quelli che meno si vedono, ma è solo per un motivo di lavoro e di tempo. Un brodo virtuale dove galleggiano migliaia di visitatori e chatters ognuno con la propria personalità, ognuno convinto di essere cacciatore, ognuno convinto di conquistare una preda. Ogni giorno un uomo si alza e scrive in una chat, ogni giorno una donna si alza ed inizia a scrivere in una chat. Non importa se tu sia uomo o donna, l’importante è che tu scriva, che tu possa chattare. Donne, universo affascinante e complesso, come quello della chat, mille sfaccettature di un’unica essenza. Tutti a cercarne il filo originario di quella matassa che raccoglie emozioni, sentimenti, passioni, amori, delusioni, desiderio, curiosità, sensibilità, trasgressione. Sarebbe più facile per tutti noi nascere con un libretto di istruzioni. Come quelli che i produttori di tutto mettono dappertutto che consigliano, suggeriscono, aiutano. Un libretto di istruzioni in tante lingue, corredato di foto e disegni per saper ottenere il massimo, per comprendere meglio e capire.

Nessun commento:

Posta un commento