Hanno condiviso le mie parole

venerdì 13 aprile 2012

GUSCI

C'era la nebbia quella mattina ,il cielo grigio e cupo rispecchiava la sua anima si sentiva così vuota in certi momenti quasi fosse il guscio di una noce . Pulito per bene e messo nell'acqua per farne una barchetta come si faceva da bambini per giocare.
 Si ricordava quando insieme alla nonna facevano colare la c'era nel guscio e su quella cera un piammifero con la sua testa rossastra all'insù e poi la meravigliosa magia di infilarci delicatamente la vela fatta con un pezzetto di carta di giornale. E nella bacinella la gara soffiando a chi faceva arrivare prima quella barca in miniatura. Chi prima arriva mangia una carmella, diceva mia nonna.... e finiva sempre che fossi io a vincere.
Quanto amore ho provato per quella splendida donna che mi ha cresciuta ed oggi posso dire grazie a lei di avermi resa così come sono. Quanto mi manca la sua tranquillità il suo sorridermi, il fingere di non vedere i miei capricci e sapere che non riesco nemmeno ad andare a trovarla al cimitero per chiederle se vogliamo farla ancora una gara delle barchette. Fa così male vedere quella foto sul marmo freddo e vicina a mio nonno. Il loro amore era così forte che nonostante fosse rimasta vedova così giovane non aveva mai voluto rifarsi una vita troppo: era l'amore che li legava anche se mai ella me lo aveva fatto comprende, quasi fosse un arcano quello stesso amore.
Amore, già come quello che riempiva oggi il piccolo guscio di noce. Così questo piccolo guscio di noce si sentiva pieno solo quando ascoltava le sue parole, solo lui era capace di toccarle l'anima e sfamarla, il solo pensiero di lui la faceva sorridere. E aveva una paura folle di soffrire: sapeva che non l'avrebbe lasciata cadere ma era consapevole e triste nell'ammetere che non avrebbe mai potuto vivere la sua vita con lui.
L'unico pensiero era credere che se il destino aveva voluto tutto questo dovesse esserci un motivo, abituata alla sofferenza da tutta la vita.
 Ora anche se per poco quando lui le era accanto si sentiva felice, anche se quando non c'era il vuoto che sentiva era così grande da strapparle l'anima in settasette brandelli-
 E sapeva che entrambi sentivano quel vuoto che le loro anime erano sempre strappate ma unite nei loro sogni, pensieri attimi di quel sentimento così forte che era destinato a sopravvivere proprio perchè mai avrebbero potuto viverlo appieno.

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