Hanno condiviso le mie parole

venerdì 27 gennaio 2012

CHIARA


Credi di saper esaudire la mia fantasia? Credi di essere capace di portarmi a desiderarla così tanto da essere pazza nel farlo? Sorridevo a quelle tue domande... sfidavi la mia mente con le tue fantasie, quelle stesse fantasie che tornavano mentre ti prendevo, mentre gridavi il tuo piacere. Era solleticare quelle fantasie, era spingerti verso di esse, o forse, era solo il tuo modo di dirmi... io le voglio! Non mi basta che tu sia la mia dolce troia... lo sai.... voglio che la tua mente sia travolta... che ogni volta che tu mi guardi, possa dire... con te tutto è possibile....
Eravamo stati a cena in quel ristorante vicino al porto, dove dicevi tu, facevano un pesce meraviglioso. Il vino era stato delizioso... un bianco che si sposava perfetto con i piatti che avevano servito. Era vederti come illuminata dalla luna, come se la pelle fosse di perla. In auto mentre tornavamo verso casa ammiravo le tue gambe.... la gonna sottile di seta sollevata, leggermente aperte. La mia mano che accarezza la pelle, sale lentamente, una lentezza esasperata per chi desidera il contatto, per chi lo aspetta come se fosse un dono prezioso. Apri le gambe come per accogliermi. Stasera farei una follia, mi dici. Davvero Chiara? Faresti davvero una follia? La tua fica cola di piacere.... Sarà il vino che ti ha travolto, o l'aria del porto? Continuo a frugare il tuo sesso. Gioco con lui, con i tuoi capezzoli, la mia mano cerca lenta ma senza sosta, la tua lingua insegue le mie dita. Fermarsi è obbligo, è voler giocare come tu hai voglia.
Ti faccio scendere, barcolli dal piacere e per il vino. Così Chiara... mettiti così, in piedi. I nastri di seta rossa stringono prima il polso destro e poi il sinistro. Girano lenti, una due, tre volte. la stessa lentezza nello sfiorare la tua pelle è ora in quel legarti. Cosa vuoi farmi, pazzo? Legarti così alla portiera dell'auto. Pazzo, ma possono vederci, può passare qualcuno Le mani sono bloccate sul montante della portiera, il vetro abbassato per non farti fuggire, chiusa per non darti possibilità di togliere quei nastri girati più volte intorno ai polsi. Sei con le gambe aperte, in piedi, la stessa scesa leggermentetra le tue braccia come un meraviglioso segno di abbandono, di resa. Non lo sfilo il tuo perizoma, lo scosto piano, gioco con il tuo sesso, lo accarezzo da dietro, il clitoride è gonfio. Senti il mio corpo appoggiato al tuo. Non basta Chiara, c'è un altro nastro di seta per la tua bocca, per chiuderla.
la mia voce sussurra dietro la tua nuca mentre morde il collo, mentre la lingua ti accarezza, mentre i tuoi capezzoli sono stretti tra le mie dita.
Il nastro di seta chiude la tua bocca, ti sorprendi perchè lo stringa così forte, respiri solo dalle narici, gonfie dal piacere. Ricordi quello che mi chiedevi Chiara? Ricordi come mi sfidavi Chiara? Essere sbattuta al porto, venduta, usata da marinai di colore, che facciano di te quello che vogliono.... Ora hai un fremito, la tua testa si gira verso di me, vuoi vedere il mio viso, vorresti gridare, vorresti dirmi che sono pazzo, folle, ma la mia mano stringe forte i tuoi capelli, ti fa stare immobile. Hai chiesto Chiara.... quello che chiedi diventa sempre realtà con me, lo sai. E senti altri mani posarsi sul tuo corpo, le senti ruvide, mani che lavorano, grandi, nere. Le vedi come sono quando tirano i tuoi capezzoli, quante sono quelle mani Chiara? Quanti ne desideravi di marinai di colore che ti sbattessero, che ti usassero. La troia è tutta vostra, io guarderò come la sbatterete, come la vorrete usare. Ora hai paura mia dolce troia, vorresti gridare, ci provi, vorresti calciare, ma la mano ti prende forte la testa, senti come tirano i capelli, come tirano senza nessuna pietà. Non sai quanti sono dietro di te in fila, non sai chi ha strappato via di forza il tuo perizoma, non sai di chi siano le dita grandi e forti che scavano ora la tua fica. Lo vedi mia dolce troia? Nulla è impossibile. I tuoi occhi raccontano il terrore ed il piacere, non fai nemmeno in tempo a capire che senti il suo cazzo entrare nella tua fica di colpo.... in fondo, come se fosse incandescente. Li vedo cambiare i tuoi occhi, li vedo come sentono quel cazzo che è entrato nella fica. Si muove forte, sembra travolgere il tuo corpo, ti tiene ferma per i fianchi, li senti stringere forte, mentre altre mani tirano i tuoi capezzoli, stringono il seno, lo comprimono, tengono i capelli, la testa bassa, come si conviene ad una cagna in calore. il piacere è dentro i tuoi occhi, lo vedo arrivare, vedo come spingi il tuo culo verso il ventre del marinaio. Li sento i tuoi gemiti, lo avverto come reagisci quando ti dico che sei una cagna in calore, che ti riempirà ancora, un'altro, e poi ancora un altro.
Farti sbattere così, pagata per essere usata, per sentire come tira fuori il suo cazzo mentre sta per godere e schizza tra le tue natiche, fremi, vorresti urlare, vorresti scappare ed eppure vorresti sentire quel cazzo che entra nella tua bocca, si spinge nella gola, gode riempiendoti. Lo senti il suo piacere caldo che allaga le tue natiche, sale fino all'inzio della schiena, righe di piacere che restano immobili.
Sei una cagna in calore Chiara.... Voglio sentire come sei fradicia, voglio sentire come coli di piacere. Sì, sei proprio una cagna in calore, ti eccita saperlo, ti fa impazzire sentirmelo dire, con la voce sicura, ferma, raccolgo la tua eccitazione, la spalmo sul tuo viso.... guarda come godi, mia dolce troia, guarda come ti sei fatta sbattere.
Sussulti, come se lo volessi ancora, e senti come ti sta leccando il culo, come la sua lingua si spinge nel culo. Ti piace vero, piccola troia? Dovresti guardarti come sei, dovresti vedere come il piacere e il terrore si mescolano sul tuo viso. Il tuo culo si dilata, si apre, ora ti sento mugulare di piacere, vorresti togliere quella benda che chiude la bocca per gridare il piacere..... e vorresti urlarlo quando senti il suo cazzo appoggiarsi al tuo culo. Su da brava... fagli sentire come sai prenderlo nel culo, fagli sentire come mi hai detto mille volte lo vorrei sentire in fondo alla pancia, fagli sentire quante volte mi hai detto, voglio che mi apra.... stai godendo prima ancora che lo spinga, e godi ancora mentre entra dentro di te, mentre la punta si fa strada per impalarti. Entra e sento il tuo grido soffocato, come se fosse liberazione, come se fosse tortura, come se fosse desiderio, come se fosse ribrezzo. I capezzoli sono così grandi ed eretti che sembrano essere disegnati, li lecco, e poi cedo il posto a bocche più avide che succhiano e mordono piano, li vedi come si cibano di te, lo senti come entra dentro di te, come lo spinge sempre di più, come ti tremano le gambe ora. No, piccola troia non ti slegherò, sarai usata così, come volevi essere troia per loro, come il regalo di questa sera indimenticabile. Godere nel tuo culo, questo ciò che vuole e dopo di lui un altro ancora, perchè tornando a casa possa ancora uscire lentamente il loro piacere, e ti vedrò ancora eccitata, ancora piena di loro. Non sai più nemmeno cosa stia accadendo, non sai cosa vorresti ancora, non sai se sia sogno o se sia realtà, non sai se quei polsi legati siano davvero i tuoi. Non sai come ora accarezzo il tuo viso e raccolgo gli utlimi tremiti, non sai come sento ancora il tuo corpo che ruggisce di piacere.... non sai come ti ho vista godere, perdere la testa, maledirmi. non sai come ora ti tengo stretta, a raccogliere il tuo sudore, il tuo piacere, non sai come aspetto che tu mi dica, grazie, mio Signore....

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