Hanno condiviso le mie parole

sabato 28 gennaio 2012

PICCOLI FILI DI MIELE

Su pigrona alzati….
La mia voce cerca di essere dolce, ma suona profonda, greve, impastata di stanchezza… una notte passata quasi senza dormire, spesa facendo l’amore con te. Il fresco di questa mattina di mezza estate lascia ancora respirare. Sei avvolta dalle lenzuola, ogni tanto spunta un pezzo del tuo corpo, come se fosse una visione improvvisa. I capelli sono sparsi sul cuscino, il volto abbandonato come chi si è perso in fondo al piacere. Il vassoio con la colazione lo appoggio quasi senza far rumore sul letto…. Mi sono alzato prima di te per farlo…. Io che ti preparo la colazione… atto di forza senza dubbio, ma che ha un piacere nascosto, prendermi cura di te, accarezzarti anche in questo primo atto di buongiorno.
Il caffè… i biscotti, il latte, il burro, il miele…. Ci sarebbe da sfamare un esercito….  Non abbiamo nemmeno mangiato ieri sera, siamo tornati a casa e ci ha preso improvvisa quella voglia irrinunciabile di noi, amarti, possederti, goderti senza smettere un attimo, soffocato dai tuoi baci, affamato dal tuo corpo. Scopro piano le lenzuola ed appare quella visione completa ed eccitante del tuo corpo, vista inebriante di schiena e natiche che sembrano essere disegnate da un pittore naif. Non rispondi, non accenni la minima reazione, impassibile, immobile, addormentata. Mi torna in mente il tuo piacere, a come me ne sono cibato, come lo ho goduto senza sosta nei tuoi sussulti, a come hai svuotato il mio, di come sei stata insaziabile non prenderlo…. Non so chi dei due abbia detto basta prima di addormentarsi, sfiniti.  Il miele sulla tua schiena…. Fili sottili che sembrano arabeschi disegnati sulla pelle e la mia bocca che li rincorre, li succhia piano. Una timida reazione, un piccolo gemito, ma resti immobile. Il miele continua a colare i suoi fili, scende sui fianchi, sulle natiche e la mia bocca che lo divora di nuovo. Ora il gemito è più lungo…. Il corpo accenna ad una reazione… Non muoverti ora… lasciami fare… Stai ferma…
Succhio quel miele, la bocca si impregna, la lingua assapora quel miele di castagno misto alla tua pelle, riscopro il sapore del tuo piacere, della languidezza del tuo odore, come se la pelle ne fosse pregna. Conosci il piacere, sai come mi piace concederlo, sai il gioco che ci affascina, sai come amo il tuo corpo, come lo desidero in continuazione. Il gemito si allunga, il corpo si vuove con lentezza esasperata… è come se lo offrissi alla mia lingua, come se ne cercassi il contatto, la stai invitando a cercarti, a scoprirti, come se la volessi guidare, anticipare. La mia lingua scende nel solco delle natiche, il miele è arrivato fin li….forse scivolato, forse sono io che l’ho lasciato colare per volontà. Le apro le tue natiche come se fosse gustare un frutto maturo, come se fossi esposta al piacere. È un piacere guardarti aperta così, esposta, dolcemente viziosa e scandalosa, teneramente Puttana. Sei la mia splendida Puttana sussurro in quel solco ed è come sentire il richiamo del piacere, è come lo svegliarsi improvviso. Inarchi il corpo offrendolo in maniera spudorata, come se fosse stato l’ordine del via, come se volessi sentirti aperta, esposta al piacere…. Il tuo sesso cola di piacere, è fradicio di piacere, come se il piacere fosse stato covato ed esploso in un solo istante. Sollevarti sulle ginocchia per offrirti completamente alla mia lingua sembra un solo istante. E la mia lingua raccoglie il tuo piacere, percorre il solco delle tue labbra, scopre il mio piacere che sembra sgorgare di nuovo dal tuo sesso, come se ne fosse ancora pieno. E’ come se il tuo orgasmo fosse ad un passo, come se il piacere che io conosco alla perfezione mi fosse di nuovo offerto….. ma voglio che tu debba aspettare, che sia attesa di quel piacere… Ti giro di peso, quasi di colpo, rovesciandoti di schiena… gli occhi sono chiusi come se volessi proseguire quel magico sogno. I capezzoli sono eretti, duri, gonfi di piacere. Senti il miele colare sui tuoi occhi, improvviso, come se fosse la tua benda, un rivolo lento che li occlude, li piega alla volontà di non poterli aprire, come se dovessi aspettare che sia la mia lingua a renderti libera.
I nastri di seta rossa che sono ancora sparsi nel letto avvolgono lentamente i tuoi polsi…. Li giro con calma, come se tu potessi immaginare il loro lento scorrere, come una carezza furtiva. Imprigioarti con le braccia aperte alla spalliera del letto… prigioniera delle mie voglie, inerme con gli occhi chiusi dai fili di miele. Apri la bocca come se fosse un richiamo ed il miele continua a cadere… ora sulle tue labbra, ora sulla tua lingua che si muove come impazzita, ora sul tuo viso, come se fosse tortura, come se fosse la mano sensuale che ti accarezza. Aspetti la mia lingua, aspetti la mia bocca che si ciberà di te e di quel miele….tutto meno che gli ochi che restano chiusi, passaggi lenti della lingua che corre sulla pelle, si ferma sulle labbra, si contorce con la tua lingua, sapori che si mischiano, il respiro tuo che diventa un ansimare, il piacere che scopri dentro di te, contrazioni del ventre che cono armonia del piacere. I capezzoli chiamano quel miele e quando esso cola lento su di loro è come deliziarsi dell’inarcarsi della tua schiena….. i capezzoli sembrano avvertire il piacere, il freddo del miele e quello che sarà il calore della lingua. Sai che sarà un gioco lunghissimo, sai che non ho fretta di concederlo, sai quanto aspetterò prima di raggiungere il tuo ventre, come aprirai le tue gambe per offrirmi la visione del tuo sesso, come lo succhierò lentamente, come il miele indugerà sul tuo clitoride, come scivolerà sulle tue labbra e come mi concederai il tuo piacere, come ne sarò ghiotto…. Per sfinirti e vincerti…. Mille immagini si riconrrono nella tua mente, mille emozioni che puoi solamente anticipare con l’immaginazione e la fantasia. I tuoi occhi vorresti aprirli, vedere, osservare come ti rendo il piacere, ma sono chiusi, serrati…. Prigioniera di quel sogno, di quel moneto di magia e di godimento che ti sto regalando…. Come se fosse un sogno, come se non ti fossi ancora destata dal torpore…. Sai che non mi fermerò al tuo primo orgasmo, sai che il piacere diventerà tortura, sai quanto aspetterò di vederti contorcere di piacere prima di liberare i tuoi polsi e leccare i tuoi occhi per darti di nuovo la luce….

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