Hanno condiviso le mie parole

venerdì 27 gennaio 2012

LA TUA CINGHIA


La stanza era avvolta dall'oscurità. Filtrava solamente uno spicchio di luce di un sole pallido dalle ante della finestra. Tu eri in quel fascio di luce, bella come sempre con quel viso che passava in maniera repentina da bambina ad essere donna, i tuoi capelli sciolti che sembravano avvolgere il viso, con la testa leggermente piegata. Seduto sulla poltrona di lato a te guardavo i tuoi movimenti, quel lento spogliarti, quel togliere senza fretta i vestiti. La leggera camicia di cotone... i pantaloni neri con la cinghia di cuoio che li teneva. La grossa fibbia sembrava suonare ad ogni piccolo movimento. Ero attratto dal tuo corpo... ma la curiosità era tutta verso quella cintura di cuoio nero, morbida ed alta che sembrava un serpente ancora addormentato dal suo lungo letargo. Alzarsi per venire da te, sapere che aspetti il mio corpo... baciare piano le tue labbra, succhiarle lentamente, sentire la tua pelle calda sotto le mie dita... la accarezzano, la tengono, la stringono forte, la cercano... ne avverto il profumo di vaniglia, leggero, impercettibile a molti, riconoscibile tra mille per me. La bocca esplora la tua quasi a morderla, la lingua passa sulle labbra, le dipinge, le sfida e poi scende sul collo, risale fino ad arrivare all'attaccatura della nuca... la mordo piano, ascolto il tuo fremere, il tuo piacere, come ti abbandoni a quella tortura. I capezzoli raccontano del tuo desiderio, svettano di fronte a me, sembrano in allerta, guardinghi, aspettano la giusta attenzione che non tarda... arriva, la mia bocca li copre, li avvinghia, li succhia, li lascia respirare per poi morderli piano, lentamente, più forte, ancora più forte... e poi lasciarli liberi per avere la lingua che li accarezza, li corteggia, li fa sposi di un piacere senza fine... Sussuro il piacere che provo, la mia eccitazione, ascolti la mia voce che sembra farti sprofondare nel piacere più intimo, quello che hai sempre cercato, quello che in tanti incontri ho saputo tirare fuori da te, coltivare con pazienza e con attenzione, farlo crescere fino a gustarne i frutti. Ti prenderò... entrerò dentro di te con un colpo solo.... sentirai il tuo culo aprirsi... spalancarsi vinto dal mio sesso che spinge... che si fa largo... entra.... Tu ansimi, vibri, come se aspettassi tutto ciò, come se quel sussurrarti sia solo l'anticipazione di quello che accadrà...
Ti giro piano, sollevo una tua gamba, il piede appoggia sul letto. Sei aperta in quella posizione, posso ammirare il tuo essere perversa, il tuo donarti. L'oscurità gioca con quel piacere di intravedere, di spingere gli occhi a vedere, a guardare. Il tuo sesso è nella mia bocca, le tue labbra si aprono, lente e la lingua scorre in mezzo tra le labbra, inesorabile come a cercare il tuo desiderio, amplificarlo, goderlo. Il clitoride cresce in quel piacere, reclama attenzione, lo sfioro con la punta della lingua, lo faccio prigioniero, lo succhio piano e sento le tua mani che stringono la mia testa... il ventre si contrae come se risucchiasse la mia lingua. Ora sono le tue mani che tengono aperto il tuo sesso, le tue dita che toccano il clitoride, lo provocano, sfidano la mia lingua a chi per primo possa donare piacere.... ti giro, voglio il tuo culo, voglio sentire quanto lo desideri che ti prenda di forza, senza fermarmi, spingendomi dentro con un colpo solo... la lingua non ha sosta. Cerchi concentrici intorno al tuo fiore e poi come premio lo spingerla dentro e sentire il tuo grido di piacere... il tuo trattenerti dal piacere che è lì ad un passo.. potresti iniziare a godere in questo attimo e non finiresti più... ma aspetti...
Un colpo solo ed entro dentro di te.... il tuo culo mi accoglie, sprofondo dentro di lui.... il tuo orgasmo arriva in quel momento... il tuo sesso inizia a colare lento, senza fine... il piacere che esce bagna le tue cosce, scende fino a terra al pavimento..... lo sento, te lo dico e questo non fa che aumentare il tuo piacere, il tuo gemere di piacere....
Spingo forte, sento il mio sesso ingoiato da te, senza fermarmi, colpi violenti e poi docili e dolci...quanti orgasmi, quanto piacere? Mi fai impazzire, gridi, mi fai impazzire..... come a supplicare di smettere e giurarmi odio semmai accettassi.... ed il pensiero va a quella cintura di cuoio.... alla sua forza ed alla sua morbidezza, ora ne sento persino l'odore che chiama... la cinghia... vivrai la cinghia su di te..... la sentirai colpirti.... ed è come se scatenassi l'inferno... il culo si stringe e si dilata come se fosse in preda ad un demone tentatore... non vuoi dirmi sì, non vuoi dirmi fallo... hai paura, hai il terrore che poi sarebbe piacere, che sarebbe aggiungere ancora a quello che abbiamo già vissuto insieme... No, no, non voglio... ma quel grido di aiuto... è troppo inerme e flebile perchè io possa credergli... sarai tu a prendere la cintura a portarla a me, a consegnarla alle mie mani... non lo farò, non lo voglio... continuo a spingere e sento ancora un tuo orgasmo... la prenderai la cintura... la sentirai come colpirò i tuoi seni, la tua schiena, le tue natiche... i fianchi, come accarezzerà e come colpirà.... Piegarti piano, sentire come si trasforma la tua volontà, come combatte sapendo di essere sconfitta.... esco da te... ti tengo per i capelli, li stringo... ti porto accanto alla sedia dove ti sei spogliata..... la vedi la tua cintura? Vedi come ti chiama? Sì, lo vedo... tremi... i capelli li stringo tra le mie dita, sento l'odore di quei capelli, il profumo del tuo piacere .... la prendi quella cintura... come se fosse un feticcio, come se sai benissimo che sarà strumento di piacere.... Voglio la tua bocca, la voglio sentire come mi desidera, come vuole succhiarmi, come vuole sentirsi piena di me... la tua lingua ripaga il piacere avuto. Sei accovacciata davanti a me, quasi a sfiorare con il sedere i tuoi talloni, le gambe aperte, la tua mano che accarezza il sesso, lo fruga, lo scopre bagnato, sente come continuia a colare a spingere fuori a forza i tuoi umori... ed il primo colpo di cinghia lo senti sulla tua schiena, uno schiocco improvviso, il piacere che sembra trapassarti... lo sento da come stringi il mio sesso con la tua bocca, come lo spingi più in fondo...  ed ancora un colpo... un'altro... e senti sulla tua mano ora come scorre il piacere, come lo senti caldo a fiotti...ancora un colpo, più forte, la cinghia che arriva a colpire le tue natiche... torna sulla shiena... lascia segni purpurei.... chiedimi ancora.... No... non te lo chiederò.... ed il colpo parte più forte... sento la vibrazione del cuoio che colpisce la tua pelle... ti stacco a forza dal mio sesso... i capelli tornano nelle mie mani... ti giro il viso che in quella penombra è così bello da mozzare il fiato.... chiedi ancora..... mi guardi come belva ferita, come belva che vuole graffiare, ed esce invece il tuo abbandono, il godere del chiedermi ancora.... la cinghia è il tuo piacere, la senti sui fianchi sul tuo seno, i capezzoli ondeggiano, si gonfiano, aspettano il colpo e in quella attesa il piacere si amplifica, fino a farti tremare....
Ancora... ancora... ancora...
Sei restata tra le mie braccia in silenzio, a tremare di piacere, quel piacere che arrivava senza sfiorarti, senza toccarti, solo per essere tra le mie braccia, solo per averlo vissuto come se fossestata tempesta dalla quale ti ho salvata, solo per sprofondare in me come una bambina che ha vissuto il tuono e ne ha avuto terrore... La tua cinghia... il tuo piacere, il tuo fiato sul mio petto.... doveva essere il mio regalo per te... ed ecco che invece ancora una volta quel gesto è il premio per la mia attenzione, per il saperti sentire, vivere.....
Ricordi cosa ti dicevo? Voglio che tu possa amarmi come nessuna altra lo ha fatto.... Tu non mi hai dato parole, non mi hai dato promesse... lo hai semplicemente fatto.....

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