Lo sguardo a terra, i capelli davanti agli occhi. Vestita soltanto con una corda di canapa attaccata al collo si divide in due e gira intorno ai seni per riunirsi al centro e scendere giù, tra le cosce preme con forza le labbra del sesso e risale lungo la schiena. Accucciata ai piedi del Padrone attendo, zitta e umile. Lui sta parlando in tutta tranquillità con un amico, chiacchierano semplicemente e non mi prestano alcuna attenzione. La tensione della mia mente si affievolisce e inizio a chiedermi il senso della mia presenza, passa un'ora, ne passano due,.. Le ginocchia mi fanno male e ho sete. Non so come reagire ma so che Lui sente la mia insofferenza, ..ogni tanto mi carezza la nuca senza dire nulla.
Suonano alla porta. Lui si alza e va ad aprire, sento una voce femminile e il rumore di tacchi alti; gli stessi tacchi che si fermeranno davanti al mio viso. Il mio Padrone si siede nuovamente e mi dice: ora, estelle, proverai una sensazione nuova. Sento come la donna mi prende per i capelli e mi tira al centro della stanza.. la seguo mezza carponi e sono furiosa. Non amo venir dominata da una donna, Lui lo sa. Lei non mi lascia il tempo di pensare a nulla, immediatamente sento la carezza di un gatto sulle natiche.., una, due volte e poi il colpo, forte che mi fa quasi cadere faccia a terra. Il mio Padrone dice: .. sì.. proprio così devi stare: con la faccia a terra e le mani sulle natiche, allargati schiava. Ubbidisco sentendo la pelle che brucia dal colpo appena preso. Ne arriva un altro,.. e poi un altro ancora mi batte secco sulle chiappe, una delle cordicelle che aprono il mio sesso si sposta un po' lasciandomi ancora più aperta. "Leccami le scarpe cagna" dice la "Signora". Ubbidisco odiandola. Mi sento male, sono furiosa e per niente propensa ad ubbidire ma lo faccio, sbirciando l'espressione del mio Padrone da sotto la cascata di capelli. Dopo qualche istante la donna si mette dietro di me e inizia ad accarezzarmi le natiche con i guanti. E' una bella sensazione e forse, riesco a lasciarmi andare un pochino.. mi penetra con due, tre dita ma subito si lamenta che non sono abbastanza bagnata. Il mio Padrone si alza. Dice: … ora provvediamo . .. Si mette davanti a me e mi alza la testa, mi dice… lecca la Tua frusta schiava, adorala, sarà Lei ad accarezzare il tuo corpo ora. Immediatamente sento come le sensazioni in me cambiano e diventano intense e meravigliose, mi percorrono tutto il corpo e inizio a fremere. Lecco, apro la bocca e bacio questo tanto amato oggetto di tortura. Insieme a lei lecco le mani del Padrone, piena di gratitudine. Attendo i colpi …mi dice: …oggi li conterai… ad alta voce. Inizia!!
Valentina, 2007
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