Sento ancora il tuo odore sulla mia pelle… E la mente mi riporta ancora una volta in quella stanza…Sono seduta accanto a te sul divano, il film è appena terminato. Sotto la camicetta bianca semiaperta sento il mio seno muoversi al ritmo del respiro…in attesa di te… Mi sei vicino… la tua camicia è volata, non so quando, su una sedia vicina. Le mie mani vengono attratte dalla tua pelle che so essere morbida e calda… E così mi avvicino a te e poso dolcemente le mie labbra sul tuo capezzolo, la mia lingua lo avvolge e lo carezza percorrendolo in tutta la sua piccola imponenza. Sento il tuo respiro crescere e mantengo la mia posizione: la testa reclinata sul tuo braccio cerca la morbidezza della tua pelle… ho gli occhi chiusi… Dopo un attimo sento le tue mani scorrere sulla tua cintura e in un attimo lo liberi. Ho gli occhi chiusi ma so che stai solo aspettando le mie labbra… Alzo lo sguardo e incontro i tuoi occhi: lo sguardo del mio Padrone mi parla senza bisogno di parole.
E così piano piano, intimidita dal tuo sguardo vigile su di me, scendo e mi sposto verso il tuo piacere che aspetta solo me. Scendo dal divano e mi inginocchio di fronte a te. Lo abbraccio con la mia bocca e inizio la mia danza, la danza del tuo piacere… Sento il tuo respiro crescere, aumentare d’intensità al ritmo dei miei baci. Un lento su e giù, poi una piroetta e ancora giù per accoglierti tutto fra le mie labbra vogliose di te. Assaporo la tua pelle liscia e delicata unirsi al leggero sapore salato dei tuoi umori, esploro ogni piccola parte di te rimasta ancora sconosciuta alla mia lingua… Continuo a suonarti al ritmo di lenti e ‘allegretti’ accompagnata dal tuo respiro profondo. Sento le tue mani cercare e infine trovare; qualcosa di morbido mi sfiora la guancia e lo riconosco: è la dolce sensazione come di seta sulla pelle… è entrato inscena il mio ultimo regalo per te: il tuo nuovo foulard si posa sui miei occhi obbedendo docilmente agli ordini di chi lo guida. Il mio Padrone si è svegliato. Ora è in piedi dietro di me che mi blocca le mani con la corda dopo avermi liberata dalla camicetta … Sento la Sua eccitazione e impazienza trasparire dai Suoi gesti nel maneggiare la corda. Con movimento repentino la Sua mano sgancia i miei jeans e abbassa collant e perizoma in un sol colpo. Ed eccomi lì: bendata, legata, esposta… Sono in ginocchio in terra, il busto sul divano. Sento la Sua attenzione su di me e se possibile mi “inchino” ancora di più… Mi vergogno e Lui lo sa… Il mio imbarazzo è un Suo piacere. Sono sua. Mi mette il collare e mi lega una corda a mo’ di guinzaglio per potermi dirigere secondo il Suo volere senza bisogno di proferir parola. Sono alla Sua mercé, niente di me stessa mi appartiene più. Sensazioni di dolore e piacere danzano e si intersecano con il vuoto assoluto nella mia mente. Io, la Sua schiava. Le Sue mani si muovono sul mio corpo a Suo piacimento. Mi fa alzare per poi rimettermi in ginocchio a terra, supina su di un panchetto al centro della stanza. Lega il mio guinzaglio ben stretto alla base del panchetto in modo ch’io non possa muovermi.
E gioca… gioca col Suo “giocattolo” preferito, dà libero sfogo alle Sue fantasie e perversioni… sa che non opporrò troppa resistenza. Il mio amore per Lui è la mia sola schiavitù… Mi è accanto… Sento la Sua pelle calda premere contro la bocca. Con le mani legate dietro la schiena non ho altro strumento se non la mia bocca a Sua disposizione. Sento la Sua voglia crescere sotto il tocco della mia lingua e le carezze delle mie labbra. Mi alza e mi butta sul divano. Il Suo corpo sul mio, il mio corpo Suo. Sento il profumo della Sua pelle, ne assaporo la dolcezza ricoprendo di baci il Suo collo, le Sue spalle. Sento il Suo amore, trasuda da ogni poro della Sua pelle. Non posso vedere il Suo volto, ma anche attraverso il foulard mi sembra di vedere e sentire lo sguardo del mio Padrone che mi parla. Mi ridona la vista e, nonostante il fastidio per la lunga assenza di luce, non resisto al desiderio di osservare sul Suo volto il piacere che gli sto donando. Si stacca da me tanto dolcemente quanto improvvisamente e mi libera le mani: sui miei polsi i segni ben visibili della Sua corda, della mia schiavitù… Non ancora sazio si accomoda seduto sul divano e mi prende in collo, a cavalcioni: sta a me adesso dare al mio Padrone tutta me stessa, sta a me diventare volontario strumento del Suo piacere. E così mi dedico a Lui, anima e corpo; mi muovo seguendo il ritmo dei Suoi gemiti, la melodia dei Suoi respiri… Le Sue mani danzano su di me alternando il Padrone all’Amante. Lo sento… Sto coltivando il Suo piacere fino a farlo crescere, fino a fargli raggiungere l’apice del godimento… Lo sento… Sta arrivando… La nostra musica incalza come una danza aborigena al ritmo dei tamburi. Non esiste più il mio e il tuo, non esiste più il Padrone o la schiava… ma un tutt’uno, un unico essere indefinito, pulsante di vita e impregnato d’amore, di passione dolce e follia.
-DONG! DONG! DONG!
L’improvviso suono della pendola mi riporta bruscamente alla realtà. Il mio Padrone dorme disteso accanto a me, il suo volto sereno lascia trasparire stanchezza e soddisfazione. È tardi… Ancora intontita dall’improvviso risveglio cerco di allontanare la nebbia dalla mia mente per capire… È stato un sogno o realtà? Ma ha poi importanza? Mi accoccolo vicino al mio compagno, Padrone, Amante… Sento il calore del suo corpo e rassicurata, nella certezza che lui non è un sogno, risprofondo in un dolce sonno d’amore…
Tigrotta, dicembre 2005
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