
Il dolore e il piacere, la paura e l'eccitazione, quella speciale miscela di grazia e di spudoratezza che non può non alludere a qualcosa di eroticamente forte e sconvolgente. Indossavo la gonnellina nera, morbida, che ondeggiava ad ogni passo. Mi avvicinai alla reception dell'albergo, dove lui avevo prenotato la camera, avvertendo gli sguardi degli astanti incollati alle mie gambe. Mi sentivo imbarazzata edavevo l'impressione che tutti sapessero. In camera, come in trance, mi accinsi a prepararmi come lui mi aveva chiesto: indossai il perizoma nero, tirai su per le cosce le calze velate, le agganciai al reggicalze, tolsi il reggiseno ed indossai la camicetta bianca. Per un attimo temetti di essere ridicola, poi mi guardai allo specchio. Avevo solo pochi minuti per dispormi come lui mi aveva ordinato: al buio al centro della stanza, spalle alla porta, la gonna sollevata, cosce aperte... ed attesi. Paura ed eccitazione, stordimento ed euforia, voglia di scappare. I suoi passi, la porta che si apre. Lentamente lo sento avvicinarsi, il suo respiro sulla pelle, la sua voce roca, suadente che dice: "brava piccola". Arrivano all'improvviso tre colpi...tre sculacciate fortissime...voglia di ribellione, bruciore sulle natiche, panico. Poi... la sua mano che mi carezza e la sua voce che mi sussurra di ricompormi. Confusamente avverto le mutandine bagnate tra le cosce. Me ne vergogno. Scendiamo al ristorante, il viso caldo dall'imbarazzo.
A cena mi rilasso. Quasi dimentico di essere... la sua bambina. Me lo ricorda:"Vai alla toilette e togli le mutandine. Tornerai qui e me le porgerai". Come in trance, obbedisco. Gli porgo le mutandine cercando di non farmi notare dai presenti. Lui le prende, le annusa e con gesto elegante le infila nella tasca della giacca mentre le sue dita toccano la parte umida. I signori del tavolo accanto guardano con occhi da pesce lesso:vorrei sprofondare. Torniamo in camera. Ora i suoi modi son molto piu decisi, la voce dura. Mi dice di spogliarmi, mi benda. Mi spinge dolcemente verso il muro, mi impone di aprire le cosce e sollevarmi sulle punte dei piedi, appoggiata al muro con le mani, attendo i colpi di una punizione promessa...li prendo tutti con l'estasi del dolore e piacere, che dalla carne si irradia al cervello e ridiscende giu nelle viscere. Tremo. Gemo. Poi, sempre bendata mi stende sul letto, al centro. Inizia dalla caviglia destra, che viene legata non so dove. La sinistra. Cosce divaricate, non mi sono mai sentita cosi nuda ed esposta... ora i polsi. Completamente immobilizzata. Sensazione nuova e sconvolgente: panico, eccitazione, consapevolezza totale di essere oggetto a sua completa disposizione. Di nuovo i colpi, questa volta sulle cosce, sul ventre, sul seno, tra le cosce, dove la carne sensibile e morbida urla... d'un tratto avverto una dolcezza infinita, un piacere che mi fa sussultare: la sua lingua fruga nel mio sesso: dolce, morbida, lenta assapora i miei succhi: sono un lago. Non conoscevo quest'urto violento del piacere dopo il dolore. Sento l'onda che sta per travolgermi, i miei seni sussultano...si ferma di colpo. "No, non devi venire ora". Mi toglie la benda, mi slega, mi accarezza con movimenti lenti. "Sai che sei una bambina spudorata?". Il mio corpo è alla sua mercè...come gli pare e piace, in lungo e largo. Fargli l'amore. Farmi aprire da lui. Dilaniata nelle carni...persa nei suoi occhi. Mi piace farlo godere di me. Di me legata, aperta, segnata da lui. Gelosa gelosa gelosa gelosa gelosa… da mozzare il respiro. Insostenibili pensieri, frammenti di fantasie. Vorrei lui sentisse il mio male mentre mi stringe i capezzoli duri ed eretti.. ma forse lo sente, perchè sento anch'io le sue scariche di adrenalina, il coinvolgimento totale. Trattengo il fiato... Sono in ginocchio.. Sento male alle ginocchia. Le sue dita stringono il bottone pulsante e carezzano e giocano e si perdono dentro me. L'onda mi travolge, dolce e violenta. Poi... Lentamente mi carezza il volto, le mie labbra dischiuse accolgono le dita ... che lecco e succhio... Riapro gli occhi stordita e sfinita.Avvampo,il viso in fiamme. "Apri le gambe.. apri di più.. ancora". I sensi acuiti...le sue dita che mi frugano e io, spudorata, aperta... Il mio ventre si contrae in spasmi cosi intensi da sembrare dolorosi... Avverto qualcosa che mi riempie...la pienezza, la rigidità della gomma che mi apre... lama nel burro. Dolore e piacere si scontrano ed esplodono come schegge di cristallo conficcate nella carne. Odo il mio respiro ansimante che si spezza in mille gemiti.. la sua eccitazione roca provoca in me il fluire delle onde.... Le mie cosce aperte, le sue dita che scivolano dentro. Oh, essere riempita...dappertutto...bisogno incontrollabile. Mi inarco, mi apro di piu...sempre di più... sensazioni fluttuanti di cento mani, di mille erezioni, fruscii, ...piacere infinito...sensazione languida e sfinente. Sono persa nel tempo e nello spazio. Percezioni centuplicate ed ovattate. Vergogna, abbandono, gemiti... Lui usa il mio corpo...mi apre, mi allarga con le dita, mi tocca il clitoride ...lo sento entrare, lentamente, gli piace vederlo scorrere dentro di me...scomparire, piantarlo con violenza fino in fondo ed uscire piano,lucido dei miei umori... Lo sento uscire del tutto, sento la punta che vibra vicino al clitoride. Le sue mani mi allargano le natiche, lui usa il mio buchino, gli piace sentirlo che si allarga e poi che stringe, guardarlo mentre si dilata. Con lui mi sento sempre una troia...una puttanella senza pudore, a volte mi vergogno ma non riesco a resistergli e lui continua a ripetermi "Ti piace da morire vero?" Ed allora vorrei ritardare l'orgasmo per non apparire sconcia e indecentemente aperta ma un vortice di sensazioni prepotenti mi travolge mentre lui spinge, mi scava nella pelle, mi tocca e mi tortura il clitoride con le dita mentre entra ed esce, ed io non ce la faccio, vorrei ma non ce la faccio, lui...lui mi dice quanto sono eccitante, perchè godo quando lui lo decide e quando lui lo vuole...e quando si ferma un attimo per spegnere l'inizio dell'orgasmo, spinge di nuovo, violento, mi sfonda...mi fa venire e godere, senza ritegno. Mi fa tremare sulla punta del suo sesso e delle sue dita. Ed io mi arrendo sfinita...mi imbocca, mi fa mangiare e poi mi porta di nuovo sul letto. Lui usa il mio corpo per darmi piacere, tocca i miei sensi per il suo piacere, nelle posizioni più oscene, soddisfatto della mia vergogna. Allora si alza, va a prendersi un bicchiere di liquore, mi fa bere dalla sua bocca e torna lì, si siede sulla poltrona e mi guarda. Si alza e viene a prendermi in braccio, mi adagia piano nella vasca da bagno e mentre si riempie comincia a lavarmi poi mi asciuga mi porta sul letto...dove mi amerà con tutta la sua dolcezza. Non posso più farne a meno. Cerco particolari, cerco gesti che mi facciano capire se mi ama davvero o usa solo il mio corpo. Gli piace guardarmi, scossa dai brividi, stordita...mi bacia per ore, mi massaggia, mi calma, mi accarezza dolcemente poi piano piano sempre più forte, aumenta il ritmo...e ricomincia fino a vedermi mutare espressione, socchiudere gli occhi, ansimare e cercare i suoi sospiri con la lingua guizzante, le sue mani esperte giocano con il mio corpo.........
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